Archeologia industriale, che fare?

la ex fabbrica Clemente in via Messina Marine

(Sergio Scialabba) E’ in disuso dalla metà degli anni 80, nella via Messina Marine, con la sua caratteristica ciminiera. Una fabbrica compatta in una zona che cerca da tempo, con difficoltà, il rilancio. E pensare che si inscatolavano caponata di melenzane, concentrato di pomodoro, pomodori pelati e salsa di pomodoro. Fondata nel 1890, fu attiva a partire dal 1930 e oggi l’industria conserviera Clemente è una delle tante ex industrie della capitale ma esempio di archeologia industriale: un ossimoro per definire quelle costruzioni nate al tempo del boom dell’attività manifatturiera che restano, in molti casi, colpevolmente abbandonate. Nonostante si riscontri molto spesso  un elevato pregio architettonico, perchè quando furono create si cercava di eccellere, di lasciare traccia, si pensava di durare nel tempo. Sfumata l’idea originaria, questi luoghi potrebbero rinascere con funzioni diverse. I grandi spazi e la felice collocazione li rendono adatti ad attività culturali, ludiche o sportive. Nel 1908, la “Clemente Filippo e figli” partecipò alla seconda esposizione agricola a Catania con l’estratto di pomodoro. Un aneddoto che ricorda come il rilancio dell’attività imprenditoriale allora, come quello culturale e strategico oggi, necessitano, comunque, di una esperta regia politica.

Lascia un commento