
Mentre le radio trasmettono la hit dell’estate Al mio paese e le sale cinematografiche rievocano l’Odissea di Ulisse, per il 75 per cento degli italiani la vera meta estiva desiderata non è una spiaggia patinata o un party affollato, ma il ritorno al proprio paese d’origine.
C’è la voglia diffusa di un viaggio guidato dal bisogno viscerale di ritrovare le proprie radici, con il 39 per cento già pronto a partire e un 48 per cento sospeso nell’incertezza degli incastri di lavoro (tra chi lo desidera e chi lo ritiene probabile), mentre solo un risicato 5 per cento dichiara di doversi arrendere.
Un’impresa del cuore dove il vero traguardo è la sedia al fresco, il riabbraccio con la figura cardine della Nonna, autentica Penelope dei giorni nostri, e la magia insostituibile dei sapori della memoria.
Questo è quanto emerge da un monitoraggio dell’Osservatorio Polara, storica azienda di bevande simbolo della tradizione e del made in Sicily, che ha analizzato più di 1.500 conversazioni e testimonianze sul web e sui social focalizzate sulle dinamiche emotive, i desideri e le abitudini degli italiani in vista del grande esodo vacanziero.
“Riscontriamo non soltanto dai dati di questo studio, ma anche attraverso i report internazionali, che emerge con sempre più forza una grande voglia di autenticità, soprattutto da parte dei più giovani. – afferma Giuseppe Polara, General Manager dell’omonima azienda familiare –
Non è vera nostalgia, ma l’esigenza di ritrovare emozioni vere, sane, in grado di generare quel benessere che tutto ciò che è artificiale non riesce a donare.
Chi affronta il viaggio non cerca una semplice vacanza, ma quell’umanità e quei sapori tipici della propria terra. La riscopre nello sguardo degli affetti più cari, nei ritmi lenti del paese e nei rituali di una tavola condivisa.
Per noi di Polara, custodi delle ricette della tradizione, fare impresa significa proprio questo: essere il ponte sensoriale che trasforma quel ritorno in un gesto di pura memoria e appartenenza”.
La rilevazione sullo stato d’avanzamento dell’esodo estivo mostra una determinazione ferrea a superare ogni ostacolo logistico:
il 39 per cento degli intervistati ha già programmato concretamente il viaggio di rientro, mentre la maggioranza vive un’Odissea di incastri tra ferie e impegni, divisa tra chi lo considera “solo desiderato” (31 per cento), chi “probabile” (17 per cento) e chi non lo ha ancora specificato (8 per cento).
Il dato più significativo della rilevazione resta tuttavia la percentuale di chi getta la spugna: solo un risicato 5 per cento dichiara che il ritorno sarà “impossibile quest’anno”, dimostrando come di fronte al richiamo della terra natia quasi nessun ostacolo riesca a fermare il viaggio.
Il bisogno di rientro emerge come un vero e proprio fenomeno di massa: il 54 per cento degli italiani esprime la voglia di tornare a casa in maniera esplicita, a cui si aggiunge un 21 per cento che la manifesta in modo implicito (portando il totale al 75 per cento).
Di contro, solo il 18 per cento dichiara di non sentire questo desiderio e il 7 per cento risulta non determinabile.
Quando l’indagine indaga le motivazioni profonde della partenza, emerge una vera e propria necessità di disconnessione: il 26 per cento degli italiani dichiara di voler lasciare alle spalle prima di tutto lo stress del lavoro, seguito dalla routine quotidiana (22 per cento), dagli orari e impegni (17 per cento) e dal traffico cittadino (14 per cento).
Completano il quadro la ricerca di tregua dalle responsabilità (10 per cento), dalla solitudine (7 per cento) e dalla frenesia digitale (4 per cento).
A far scattare la molla del rientro sono la stagionalità e i trigger emotivi: se l’arrivo dell’estate (31 per cento) e l’avvicinarsi delle ferie (22 per cento) fungono da sveglia sul calendario, una spinta decisiva arriva da un ricordo improvviso (10 per cento), da una foto del paese (9 per cento) o da una telefonata con la famiglia (7 per cento).
Seguono il caldo (6 per cento), i social network (5 per cento), la ricerca di un sapore (4 per cento), il vedere altre persone che tornano (3 per cento), una festa tradizionale (2 per cento) e persino una canzone (1 per cento).
I dati dell’indagine tracciano la mappa completa delle relazioni che muovono il ritorno a casa, senza tralasciare alcuna componente affettiva.
Se la figura della Nonna resta il fulcro emotivo principale indicato dal 42 per cento del campione, la presenza dei Genitori rappresenta la motivazione primaria per il 31 per cento degli italiani.
A completare il quadro si posizionano gli Amici d’infanzia e di sempre (19 per cento), mentre il restante 8 per cento indica come meta prioritaria altri parenti o la comunità locale.
La spinta al rientro si conferma un ecosistema di affetti articolato, dove ogni figura familiare e sociale svolge un ruolo preciso nel riannodare i fili con le proprie origini.
L’indagine quantifica con precisione anche il momento esatto in cui si percepisce di essere “davvero tornati a casa”.
Per il 24 per cento del campione il simbolo assoluto è la tavola con tutta la famiglia riunita, seguita dall’abbraccio ai nonni (19 per cento) e dalla serata con gli amici di sempre (17 per cento).
Il primo bagno al mare della propria terra si attesta al 13 per cento, seguito dal dolce preparato dalla nonna (10 per cento), dalla passeggiata in piazza o nelle vie del centro (8 per cento), dal bar dove ci si ritrova ogni estate (6 per cento) e dalla festa del paese (2 per cento).
Tra i rituali estivi che si desidera di più rivivere guidano le serate con gli amici (22 per cento) e il mangiare tutti insieme in famiglia (18 per cento), seguiti dal giocare a calcetto sulla spiaggia (13 per cento), fare il bagno al mare fino a sera (11 per cento) e passeggiare in piazza (10 per cento).
Chiudono la classifica l’andare al bar con gli amici (8 per cento), le feste del paese (7 per cento), la partita a carte con parenti e amici (5 per cento), il guardare il tramonto sul mare (4 per cento) e le grigliate in famiglia (1 per cento).
Sul fronte del gusto, a raccontare meglio il ritorno è il dolce della nonna (22 per cento), seguito dal pranzo della domenica in famiglia (20 per cento) e dal piatto tipico della propria terra (16 per cento).
Tra le icone d’infanzia e di freschezza spiccano la granita (13 per cento) e la bibita della propria terra (9 per cento), capaci di superare il gelato della propria città (8 per cento), il pane appena sfornato (6 per cento), il caffè del bar storico (4 per cento) e altre tipicità (2 per cento).
A livello anagrafico, l’effetto nostos rievoca fasi della vita ben precise: il periodo ricordato più spesso con nostalgia è l’adolescenza (46 per cento), seguita dall’infanzia (29 per cento), dalla giovinezza (15 per cento), da più fasi della vita insieme (8 per cento ) e infine dalla vita adulta (2 per cento ).
Tra le emozioni positive che accompagnano questo viaggio prevalgono la nostalgia (28 per cento), la gioia (24 per cento), la serenità (17 per cento), l’attesa (12 per cento), l’emozione (10 per cento) e il senso di appartenenza (5 per cento). (Redazione)
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