Zone decentrate: governo ritorna sui suoi passi

periferia nord della capitale con il velodromo

Accordo per la prosecuzione degli interventi straordinari previsti nelle zone distanti dal centro delle città italiane. Il governo nazionale presieduto da Giuseppe Conte, dopo la rottura delle relazioni con l’ Associazione nazionale dei comuni italiani e le polemiche con i sindaci, è tornato sui suoi passi.

“Abbiamo vinto una battaglia, una battaglia condotta non soltanto dai sindaci ma da milioni di cittadini, quelli che vivono nelle periferie, ai quali avevamo promesso un’operazione di ricucitura urbanistica e sociale che forse non avevano mai avuto. La compattezza dei sindaci, insieme al sostegno delle Regioni e delle forze parlamentari, hanno avuto ragione del governo”. 
Lo ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro, annunciando l’intesa sui fondi per le periferie, ratificata in conferenza unificata al ministero per gli Affari regionali.
Con Decaro, il vicepresidente vicario dell’associazione, Roberto PellaL’accordo sarà recepito in legge di bilancio. E per effetto di essa, riprendono le relazioni istituzionali tra governo e Comuni interrotte da un mese. 
“Abbiamo convinto il governo a tornare indietro – ha osservato Decaro – tornano nella disponibilità dei 96 sindaci, responsabili dei progetti in 326 Comuni, il miliardo e 600 milioni  che erano stati sospesi. Questo significa che, pur con una rimodulazione delle risorse, nessun cantiere si bloccherà, nessuna progettazione si interromperà.  Possiamo completare tutti gli interventi”.  
Un risultato raggiunto al prezzo di una battaglia durissima e di una trattativa a momenti estenuante. “I fondi per gli investimenti sono gli stessi che ci sono sempre stati – conclude il presidente dell’Anci – ci saranno anche i rimborsi di tutte le spese sostenute. Muovendoci compatti e sapendo di rappresentare le nostre comunità, onoreremo l’impegno preso con i cittadini”. Non solo i tanti amministratori locali tra i quali il sindaco della capitale della Sicilia Leoluca Orlando avevano vivamente manifestato le proprie riserve su un provvedimento giudicato ingiusto ma anche il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci si era rivolto alla Corte Costituzionale. (Redazione)

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