
Un report della società di investimento focalizzata sulla sostenibilità ambientale Ambienta anticipa “the comeback of wood construction”, ovvero il ritorno del legno come materiale per costruire case.
Il basso impatto ambientale e la lievitazione dei costi dei materiali, a seguito della riforma del sistema Ets, accrescono l’attrattiva del legno per realizzare abitazioni.
Resistente, pulito, richiede meno energia e acqua durante la costruzione. Si tratta di investire sulla tecnologia per creare una catena di formazione e mezzi ma, soprattutto, ricostruire una cultura del legno.
Essa può trovare spazio nel rilancio degli istituti professionali e nel ripristino di un collegamento certo con il mondo dell’impresa cui allude il governo appena insediatosi nella persona del titolare della Pubblica Istruzione.
Ma se ne parla da tempo: nel 2017 un convegno organizzato all’Itc Rosario Gagliardi di Ragusa a proposito del “Senso del legno nell’architettura mediterranea” a cura degli Ordini degli ingegneri e degli architetti, oltre che con i Collegi dei Geometri e dei Periti Industriali della provincia di Ragusa, ne ha messo in luce tutta la bellezza.
Ed, effettivamente, il fascino di questo materiale è senza tempo. La sua lavorazione continua a richiedere estrema perizia e si presta a usi molteplici, sia in edilizia che in architettura, ma si rende disponibile anche a un discorso politico, religioso e culturale.
L’Antico Testamento racconta del legno pregiato – quello del cedro del Libano – che il sovrano di Tiro regala al re d’Israele per costruire la propria dimora. Anche se i boschi secolari del Libano che non ci sono più, il binomio lusso-solidità è ancora attuale, e può produrre utili e posti di lavoro. (Sergio Scialabba)
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