Welfare aziendale nelle Pmi: i dati chiave secondo Pluxee

ph Claire Abdo on Unsplash

L’adozione da parte delle Pmi italiane del welfare aziendale, che punta a migliorare il benessere dei dipendenti, vista dalla prospettiva dei consulenti del lavoro.

Questo il tema di uno studio presentato a Genova da Pluxee (ex Sodexo Benefits and Rewards Services), tra le aziende leader in Italia e nel mondo nel settore dei benefit aziendali e dell’engagement dei dipendenti (supporta in 31 paesi oltre 36 milioni di utilizzatori).

E’ stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, impegnata in attività di studio, ricerca e approfondimento per valorizzare questa figura professionale.

Tra i dati chiave contenuti nel documento: il 62,8 per cento dei consulenti del lavoro segnala una crescita del welfare aziendale tra 2023 e 2025, con il Nord Est in testa come area geografica;

il valore delle prestazioni è aumentato per il 48,2 per cento degli intervistati; il commercio (46,6 per cento) e l’industria manifatturiera (46,1 per cento) sono i settori con maggiore diffusione di welfare tra le Pmi.

Ma quali sono i driver principali della crescita?

Essenzialmente 3: maggiore conoscenza degli strumenti (51,2 per cento), necessità di compensare l’erosione del potere d’acquisto (40,2 per cento) e inserimento nei contratti collettivi (38,5 per cento).

Nei prossimi 3 anni il 76,4 per cento dei consulenti prevede un’ulteriore crescita del welfare, specie sul fronte del sostegno economico, conciliazione vita – lavoro e salute.

E quali sono gli strumenti di sostegno al reddito in crescita?

Secondo il 62,4 per cento dei consulenti del lavoro crescerà l’utilizzo dei buoni pasto; per il 57 per cento, aumenteranno i buoni multi-categoriali, mentre per il 53,6 per cento si amplierà il ricorso ai buoni benzina.

In quest’ottica, la digitalizzazione è vista come chiave di volta: secondo i consulenti migliorerebbe varietà e flessibilità dei servizi (75,3 per cento), crescita del welfare (70,4 per cento), gestione amministrativa (70,2 per cento) e soddisfazione lavoratori (69,1 per cento).

Ma quale, secondo i consulenti, la leva più efficace per promuovere l’adozione degli strumenti di welfare aziendale nelle piccole e medie imprese?

Vantaggi economici tanto per le aziende quanto per i lavoratori (69,6 per cento), semplicità d’uso (36,2 per cento), inserimento nei contratti collettivi (35,6 per cento), attrazione e retention risorse (31,9 per cento) occupano le prime posizioni.

Anna Maria Mazzini, Marketing & Product Director di Pluxee Italia dichiara: “I dati raccolti con Fondazione Studi dimostrano un interesse sempre più forte delle Pmi nei confronti degli strumenti di Welfare aziendale.

Nei prossimi 3 anni, il 76,4 per cento dei consulenti ne prevede un’ulteriore crescita nel comparto, con buoni pasto e voucher multi-categoriali sul podio dei benefit più diffusi, a conferma dalla necessità di tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori.

Affinché le Pmi possano cogliere appieno i vantaggi fiscali, competitivi e sociali del welfare, sarà fondamentale continuare a valorizzare e divulgare questi strumenti, accompagnando le aziende in un contesto sempre più competitivo“. (Redazione)

vedi

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