Wakizono ci restituisce un Idamante intenso e aggraziato

Aya Wakizono (Idamante) e Carmela Remigio (Ilia) © Rosellina Garbo 2019

Il pubblico numeroso e internazionale ha accolto con applausi ed entusiasmo l’ Idomeneo di Mozart andato in scena al Teatro Massimo. L’opera, presentata a Palermo nel 1983 al Teatro Politeama, porta la firma per la regia, le scene e i costumi del maestro pluripremiato Pier Luigi Pizzi, mentre la direzione d’orchestra è affidata al giovane e talentuoso israeliano Daniel Cohen. Un successo per tutto il cast e in particolare per i tre soprani Aya Wakizono, nel ruolo maschile di Idamante, Carmela Remigio ed Eleonora Buratto rispettivamente nei panni di Ilia ed Elettra, la cui presenza quasi ininterrotta sulla scena richiede un notevole impegno vocale.Molto bene anche la prova di René Barbera, Giovanni Sala e Carlos Natale.

Wakizono ci restituisce un Idamante intenso e aggraziato, la voce morbida e duttile della Remigio fa di Ilia una donna delicata ma al contempo capace di momenti di forte drammaticità. Spicca fra tutte, la bravissima Eleonora Buratto dalla notevole presenza scenica, dotata di una voce potente e vellutata e di un’agilità vocale che le consente di tratteggiare una tavolozza variegata di colori e chiaroscuri con un fraseggio saldo ed elegante. 

A decretare il trionfo dell’opera contribuisce in maniera decisiva l’allestimento scenico firmato da Pizzi e dal regista collaboratore e curatore delle luci Massimo Gasparon. L’impianto scenico, essenziale e sofisticato, è giocato tutto sulla contrapposizione di bianco e nero, con poche eccezioni, il viola per il costume di Elettra e il manto rosso scuro di Idomeneo. Pochi gli elementi scenici dalla forte carica simbolica: le onde maestose, bianchissime e schiumose di un mare in tempesta e la nave tra le onde inghiottita dai flutti del dio Nettuno.

La messa in scena, puntando sull’essenzialità, mette ben in risalto le tematiche della trama, il rapporto padre figlio (Idomeneo e Idamante), la relazione impossibile tra Idamante e Ilia, la gelosia di Elettra, le componenti mitiche del dramma con un destino avverso che incombe.

Il lieto fine corale vede la rinuncia di Idomeneo, la successione al trono del figlio Idamante, l’uscita di scena per suicidio dell’indemoniata Elettra, le nozze dei due predestinati amanti e la pace per il popolo. Ottima la prova dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo e in particolare dei fiati. Repliche fino al 28 aprile. (Marta Romano)

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