Vedere la cultura (di Carmela Corso)

un progetto consentirà la fruizione dei beni culturali anche ai non vedenti

di Carmela Corso

Sul fronte accessibilità all’interno del settore dei Beni Culturali l’ assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa (nella foto), si è impegnato ufficialmente e in prima persona nella pianificazione di un progetto per consentire ai non vedenti e agli ipovedenti della Sicilia di visitare i musei e toccare direttamente con le proprie mani alcune opere selezionate per poter godere, attraverso il tatto, delle bellezze e dei tesori artistici e culturali che, purtroppo, la vista nega loro. Il tutto supportato da un rappresentante dei non vedenti  inserito a pieno titolo all’interno della commissione tecnica che si occuperà delle modalità di fruizione di visita dei beni culturali da parte delle persone affette da disabilità visiva.

Il progetto è stato presentato durante la serata di chiusura di Ustica Villaggio Letterario, la kermesse culturale tenutasi nell’isola e conclusasi lo scorso 3 settembre, che ha permesso  a venti giovani tra non vedenti e ipovedenti – attraverso la creazione di un Campus realizzato dagli esperti Iri.for Sicilia  e l’Unione italiana ciechi e ipovedenti – di  fare diving, scherma, canoa, trekking e altre attività, partecipando ad incontri di biologia marina con il professor Francesco Cinelli, esperto mondiale di ecologia marina; scoprendo la geologia delle coste con il professore, geologo e ideatore di Geoswim, Stefano Furlani e “toccando le stelle” attraverso la mappa astronomica in rilievo realizzata dal tiflologo Leonardo Sutera Sardo e dal professore Franco Foresta Martin.

Già dallo scorso anno, durante il convegno Musei per tutti: tecnologie per la libera fruizione del patrimonio culturale, svoltosi al Museo del Papiro “Corrado Basile” di Siracusa il 12 maggio, si era posto l’accento sul tema dell’accessibilità e del superamento di barriere architettoniche e sensoriali coinvolgendo autorevoli esponenti nel campo dei beni culturali, illustrando il ruolo delle Soprintendenze nell’ambito delle ricerca e tutela per la valorizzazione del patrimonio culturale evidenziando, soprattutto, il lavoro svolto per la mappatura e lo stato dei beni culturali e le sfide per l’inclusione sociale delle persone ipovedenti, che possono essere superate anche attraverso l’impiego di tecnologie studiate ad hoc.

Un ulteriore tassello, l’impegno della Sovrintendenza e dell’assessore Tusa, che non può tuttavia prescindere da una fondamentale opera di sensibilizzazione sul tema dell’inclusione mirata ad arricchire il patrimonio culturale di opere tattili e all’elaborazione e programmazione  di “Musei Virtuali” ad alta tecnologia digitale che possano sostenere e spettacolarizzare il nostro ingente patrimonio artistico e culturale.

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