Uwe lascia la Vucciria

la Vucciria (foto Carmela Corso)

Spente le luci, lo spettacolo è finito. Cala definitivamente il sipario sulla casa atelier di Uwe Jaentsch, l’artista austriaco che per quasi vent’anni ha occupato, insieme con la compagna Costanza Lanza di Scalea, il terzo piano di Palazzo Mazzarino, nel cuore della sua Vucciria. Emblema della protesta artistica scoppiata a Palermo nei primi anni Novanta, contemporaneamente alla nascita della Street art nei sobborghi newyorkesi, Uwe si stabilisce in città regalando una nuova stagione allo storico mercato della Vucciria, ormai lontano dai fasti degli anni ’70.

Tra i vicoli e gli spazi della Vucciria, Uwe Jaentsch e Croce Taravella stabiliscono lo spazio fisico per la propria comunicazione, dando un nuovo volto a quei luoghi che da allora iniziano ad attrarre pittori, scultori, registi e fotografi italiani e stranieri. A distanza di quasi vent’anni l’incantesimo si è rotto. Il mercato ha cambiato nuovamente veste, travolto dalle speculazioni commerciali e dalla movida che ha selvaggiamente preso possesso del quartiere. E tanto i commercianti quanto gli artisti hanno progressivamente abbandonato la zona, dinanzi al suo incessante e inarrestabile declino.

L’unico a resistere, almeno fino ad oggi, Uwe Jaentsch, noto per avere fatto della piazza Garrafello un vero e proprio museo a cielo aperto. Ma, dopo mesi di polemiche a seguito dell’avviso di sfratto notificatogli, anche per lui è arrivato il momento di scrivere la parola fine e lasciare quella casa che, tanto ha amato. Sul soffitto della sua Stanza della  Compensazione, a coprire le rose da lui stesso disegnate, la scritta “NON SI VENDE”: un urlo simbolico, provocatorio, di chi non ci sta, di chi non si arrende. A chi li accusa di essere abusivi rispondono: “Viviamo in questa casa con un comodato d’uso da 19 anni. Avevamo un accordo con la vecchia proprietà. Chi è venuto dopo vuole fare alla Vucciria un’operazione di speculazione edilizia trasformando la zona in uno spazio residenziale. Il messaggio di questa occupazione non è stato ancora recepito da Palermo, ma come sappiamo, in Sicilia siamo lenti. Cara Palermo capirai col giusto tempo”

Che lo si ami o lo si contesti, é innegabile il ruolo che Uwe ha avuto nella trasformazione del quartiere colorando, dipingendo e dando luce e anima a spoglie abbandonate e , spesso, dimenticate. Torneranno, Uwe e Costanza, e continueranno a vegliare sulla Vuccira, anche se da lontano. (Carmela Corso)

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