Una voce di conforto per i detenuti in remoto

ph Grant Whitty on Unsplash

(Redazione) Molte attività sociali che erano state interrotte dalle misure di contenimento dei contagi di coronavirus riprendono adesso che i vincoli sono meno rigidi. Anche don Salvatore Lo Bue, direttore della Casa dei giovani, la comunità di recupero dei tossicodipendenti, ha ricominciato a fare i colloqui con i tossicodipendenti detenuti, seppure in maniera sperimentale, in remoto.

I colloqui si erano interrotti a causa dell’emergenza sanitaria, causa anche di disagi e proteste nel già infiammato mondo delle carceri.

A tutti coloro che ci avevano contattato chiedendo un colloquio e sono una quarantina – dice il direttore, don Salvatore Lo Bue – finora non abbiamo potuto garantire nulla. Tutto ciò è stato angosciante ma posso garantire a tutti che non li abbiamo dimenticati infatti abbiamo ripreso le attività, seppure con cautela”.

 

 

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