Una tesi sulla tratta di esseri umani vince la borsa Falcone

Domenico Carbonari

“Traffico e tratta di esseri umani. Le possibili relazioni tra criminalità organizzata transnazionale e quella delle mafie tradizionali nella gestione dei flussi migratori”. Questo il titolo della tesi di ricerca con la quale Domenico Carbonari (all’anagrafe Domenico Gaspare Carbonari), classe 1995, neo laureato con lode presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo, si aggiudica una delle quindici borse di studio messe in palio dalla Fondazione Falcone e finanziate dall’Assemblea Regionale Siciliana. I vincitori hanno ricevuto una borsa di studio di 6.500 euro ciascuna.

“Vincere un premio così prestigioso – commenta Domenico –  mi è stato sicuramente da stimolo. Noi giovani vogliamo dare un valido contributo anche approfondendo quelle tematiche che possono contribuire a creare una coscienza comune in opposizione al fenomeno della criminalità organizzata. Alle spalle del traffico di esseri umani vi è un vero proprio business”.
“Ho deciso di trattare proprio questo argomento – spiega Domenico – perché lo ritengo un fenomeno così grande che, alle spalle c’è lo sfruttamento della vita umana, ridotta in mera merce di scambio sotto il corrispettivo in denaro. Mi ha affascinato, sulla base di questo studio preliminare, indagare sul comportamento – continua Domenico – di queste organizzazioni trafficanti”.
Adesso entro dicembre 2019, Domenico dovrà elaborare, quindi presentare, un valido elaborato, avvalendosi dell’apporto pratico di persone competenti in materia, come ad esempio giuristi ed economisti.
“Sarò motivato – commenta Domenico con emozione –  dall’esempio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Le loro idee, infatti oggi camminano davvero sulle nostre gambe”.
Alla premiazione erano presenti la presidente della Fondazione, Maria Falcone, il magistrato in pensione Leonardo Guarnotta  e i docenti Giuseppe Di Chiara, ordinario di diritto processuale penale e Vincenzo Militello, ordinario di diritto penale dell’Università degli Studi di Palermo. (Gabriele Giovanni Vernengo)

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