Un recinto garantirà la sicurezza cibernetica

ph Taskin Ashiq on Unsplash

Com’è noto, pochi giorni fa la Camera dei Deputati ha approvato il decreto il materia di cybersicurezza. Un perimetro nazionale include, adesso, tutte le amministrazioni pubbliche e tutte le aziende che offrono servizi strategici (telefonia, trasporti ferroviari, fornitura di elettricità). Gli enti saranno identificati da un decreto della Presidenza del Consiglio, sulla base delle indicazioni del Comitato Interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr).

Il testo riguarda anche la tecnologia 5G, la cui rilevanza non è affatto passata finora inosservata, anzi la sua pervasività ha imposto una particolare attenzione. In effetti alcune disposizioni sono dettate per assicurare il raccordo tra il decreto-legge e la normativa in materia di esercizio dei poteri speciali governativi in materia di 5G.

Viene esteso rispetto alla precedente legge il golden power, ovvero i poteri speciali esercitabili dal governo nei settori ad alta intensità tecnologica. In particolare, il termine di esercizio dei poteri speciali da parte del governo è stato allungato, con contestuale arricchimento dell’informativa resa dalle imprese detentrici degli asset strategici.

Sempre in tema di poteri speciali viene ampliato l’oggetto e sono modificati e integrati gli obblighi di notifica finalizzati al loro esercizio. La disciplina per rendere il procedimento sostanzialmente simmetrico rispetto a quello per l’esercizio dei poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale è stata modificata. Ridefinito, poi, il concetto di soggetto esterno all’Unione Europea e precisati i criteri per determinare se un investimento estero è o meno suscettibile di incidere sulla sicurezza o sull’ordine pubblico. (Redazione)

 

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