Ultimi giorni di festa (di Carmela Corso)

A Palazzo Abatellis la mostra su Antonello da Messina

 

di Carmela Corso 

Ultimi giorni di festa e poi l’Epifania ci riporterà al tran tran quotidiano. Nel frattempo, tra un pranzo, un brindisi e una tombolata,  perché non ritagliarsi il tempo e ritrovare il gusto di (ri)scoprire la città attraverso le sue innumerevoli bellezze, iniziando magari dai mercati storici, Vucciria, Capo e Ballarò: un intrigante miscuglio di odori, colori e rumori, tra un’ abbanniata e un assaggio alla cucina di strada; angoli della città che hanno cambiato pelle, trasformandosi in veri e propri tempi della street art e cuore della movida cittadina, pur mantendendo lo stesso spirito verace di un tempo. 

Il centro storico offre innumerevoli possibilità, tra mostre, palazzi ed edifici dal fascino senza tempo. Lungo il Cassaro, tra uno scatto e una visita ai tetti della Cattedrale, nella cornice di piazza Bologni, palcoscenico barocco nel cuore della città,  un tripudio d’arte e bellezza con lo splendido palazzo Alliata di Villafranca, con i suoi saloni riccamente affrescati, gli stucchi serpottiani e le opere di artisti della caratura di Antoon van Dyck, e palazzo Belmonte Riso, una perla dell’architettura siciliana realizzata dalla mano di Giuseppe Venanzio Marvuglia, con incursioni di Ferdinando Fuga e Ignazio Marabitti, oggi sede del Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia. Al suo interno, in mostra fino al 20 gennaio, anche “Foresta Urbana a cura di Paolo Falcone, una raccolta dei lavori dei più importanti nomi della scena contemporanea che intende realizzare attraverso diverse e personali espressioni artistiche una simbolica foresta ideale nel cuore della città.

All’incrocio con la maestosa scenografia dei Quattro Canti, il “Teatro del Sole”, un vero e proprio viaggio nell’arte, con le chiese di Santa Caterina d’Alessandria e della Martorana e piazza Pretoria con le sue statue “scandalose” che fanno da file rouge ideale a  Les Femmes Modigliani Experience”, la straordinaria esposizione dedicata alla vita, all’universo e all’immaginario femminile di Amedeo Modigliani allestita all’interno di Palazzo Bonocore.  Circa cinquanta tra le più belle opere del grande e prolifico artista toscano e quelle dei suoi amici, pittori di rilievo internazionale con il quale ha intrecciato relazioni e amicizia, condividendo l’amore per l’arte ed esperienze di vita.

Atteso protagonista del cartellone di Palermo Capitale Italiana della Cultura, Antonello da Messina, al centro della mostra-evento a lui dedicata nelle sale di Palazzo Abatellis, la Galleria Interdisciplinare regionale per le collezioni d’arte medievale e rinascimentale. In esposizione, oltre alla celebre “Annunciazione”, circa la metà del corpus pittorico dell’artista peloritano, con pezzi giunti dalla Sicilia e da gallerie e musei nazionali e stranieri.

Nei meravigliosi saloni di Palazzo Mirto, le “Vestiture del Regno di Sicilia. In esposizione i fastosi abiti da ballo, tra sete, broccati, arbëreshë e altri tessuti preziosi, provenienti da importanti casate. Un viaggio nel lusso dei “gattopardi” siciliani.

Gli appassionati di storia e archeologia un must è senza dubbio il Salinas, uno dei poli museali più importanti della Sicilia con reperti e manufatti dei popoli che hanno determinato la storia dell’isola: fenici, punici, greci, romani e bizantini, ma anche egizi ed etruschi. All’interno due interessanti mostre: “Futuro primordiale”, l’omaggio “contemporaneo” alla cultura greca della scultrice Venia Dimitrakopoulou, sculture, carte e installazioni che dialogano con le collezioni permanenti, e “Palermo Capitale del Regno”: una vasta selezione di opere e reperti donati all’allora Museo di Palermo dai sovrani Borbone Francesco I e Ferdinando II e diverse opere provenienti da scavi finanziati dai reali a Pompei, Ercolano e Torre del Greco, prestate dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dai Parchi Archeologici di Pompei ed Ercolano, per raccontare gli anni del regno borbonico e del rapporto con la nascente cultura archeologica.

All’interno della “Cavallerizza” di Palazzo Branciforte, sede della collezione archeologica della Fondazione Sicilia, “Il Kouros ritrovato”,  l’assemblamento del torso del kouros di Lentini e della Testa Biscari,  al centro della mostra promossa e curata dall’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa, in un ideale dialogo con collezione permanente custodita nell’allestimento di Gae Aulenti.

la Palazzina Cinese

Centro storico ma non solo. Menzione d’onore a Villa Zito, pinacoteca della Fondazione Sicila con un percorso espositivo, di circa mille metri quadri, che conta più di trecento opere, dai grandi maestri del ‘600, ai paesaggisti siciliani dell’800. Negli spazi dell’edificio settecentesco nel cuore di via della Libertà, la mostra “Viaggio per Immagini. Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale. Dal Grand Tour al riconoscimento UNESCO”: testi a stampa, disegni, dipinti e fotografie che raccontano di una Palermo aperta e multietnica realizzate durante dall’epoca del Grand Tour ai giorni nostri. Un dialogo ininterrotto e continuo tra i siti e la loro rappresentazione aleatoria, leggera, che attiene al mondo dell’arte, della pittura, della narrazione iconografica.   

Ultima ma non per importanza, la Real Casina Cinese, dimora reale dei Borbone Ferdinando III e della consorte Maria Carolina d’Asburgo Lorena,  durante il loro esilio palermitano. Impossibile non lasciarsi ammaliare dal meraviglioso unicum architettonico, sospeso in un dialogo speculativo tra oriente e occidente, primo esempio di stile eclettico a Palermo, considerato un vero e proprio esotico angolo di mondo, rappresentazione della moda settecentesca e del gusto per le “chinoiseries” della nobiltà europea. 

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