Tutte le sfumature del Green

Presentata la Seconda Edizione della ricerca Agos Insights 2023

Sono stati presentati presso la sede Agos Green Life i risultati della seconda edizione
dell’Osservatorio Agos Insights 2023. I nuovi consumi sostenibili, l’indagine, realizzata in collaborazione con Eumetra, che ha l’obiettivo di illustrate le abitudini Green degli italiani o meglio essendo il quadro molto diversificato le tante sfumature del Green.

Numerosi gli esperti riuniti da Agos – società leader nel credito al consumo partecipata per il 61 per cento dal Gruppo Crédit Agricole attraverso Crédit Agricole Consumer Finance (Cacf) e per il 39 per cento da Banco Bpm – per promuovere la ricerca a tema sostenibilità che analizza lo scenario macroeconomico dell’anno in corso, prendendo in considerazione i principali trend che hanno influenzato le scelte di spesa delle famiglie.

In un contesto di incertezza economica ed instabilità geopolitica, emerge un lieve e diffuso calo nell’attenzione rivolta a questioni di sostenibilità da parte degli intervistati, sebbene le nuove generazioni continuino a perseguire le loro abitudini green nel quotidiano.

In particolare, la Generazione Z risulta molto attenta alle tematiche legate alla sfera della sostenibilità sociale e di governance (+ 5 per cento rispetto al 2022), mostrando particolare sensibilità verso questi ambiti, rispetto alla tradizionale declinazione ambientale della
materia.

Sulle scelte di acquisto, torna ad affermarsi anche in questa edizione l’importanza del fattore economico. In uno scenario caratterizzato da trend inflazionistici al rialzo che condizionano il potere d’acquisto delle famiglie, si evidenzia – nonostante il consumatore si ritrovi spesso a scegliere prodotti più convenienti indipendentemente dalle sue caratteristiche green (quest’anno i consumatori risultano meno propensi a scegliere prodotti green notoriamente più cari, – 3 per cento, rinunciando a prodotti locali se il costo è superiore a quello di merce analoga – 6 per cento) – un miglioramento nell’adozione di comportamenti sostenibili.

Questo sia in termini di abitudini di acquisto sia riguardo a consuetudini quotidiane che comportino un vantaggio di tipo economico, soprattutto con riferimento a comparti quali la mobilità sostenibile (+ 10 per cento rispetto al 2022), l’uso di energia da fonti rinnovabili (+ 9 per cento rispetto al 2022) e la circular economy, con l’acquisto di vestiti usati (+ 5 per cento rispetto al 2022), al contrario, si denota un calo di attenzione rispetto alle caratteristiche sostenibili dei prodotti per la categoria degli elettrodomestici (diminuzione del 4 per cento rispetto al 2022) e in ambito trasporti (diminuzione del 9 per cento rispetto al 2022).

In termini di mobilità poi, gli intervistati dimostrano grande consapevolezza rispetto all’impatto dei mezzi a combustione sull’ambiente circostante, seppur risparmio personale in termini di tempo e denaro, mancanza di alternative valide e comodità siano i principali driver che di fatto influenzano queste scelte.

L’automobile privata si conferma il mezzo più utilizzato (63 per cento), seguito dagli spostamenti a piedi (35 per cento) e dall’uso della bicicletta (19 per cento). Quest’ultima, insieme ai monopattini, occupa le prime posizioni nella classifica dei mezzi ritenuti più sostenibili.

Non solo, dalla ricerca emerge anche il desiderio dei partecipanti di essere maggiormente green nelle loro scelte di sostenibilità, con un conseguente minor potenziale utilizzo dell’automobile (dal 63 per cento al 32 per cento).

Infine, con riferimento al comparto edilizio, la stragrande maggioranza degli intervistati si conferma interessata all’efficientamento energetico dei propri edifici (86 per cento) (la percentuale, pur mantenendosi alta, è in calo rispetto alla passata edizione che evidenziava una propensione pari al 90 per cento), sia per i vantaggi economici derivanti dal risparmio sulle bollette per gli stabili appartenenti a classi energetiche elevate (61 per cento) sia – in misura minore – per convinzioni ambientali (un intervistato su 3 è spinto dalla consapevolezza che il settore dell’edilizia ha un grande impatto sull’ambiente, in quanto l’industria delle costruzioni causa emissioni di anidride carbonica e consuma molta della domanda di energia a livello globale).

Allo stesso tempo, gli italiani dimostrano indecisione nell’affrontare le scelte di ristrutturazione degli immobili per varie ragioni. Tra queste, l’impegno economico e la poca conoscenza delle normative in tema. Solo il 7 per cento dei rispondenti ritiene che la messa a norma dell’edificio possa rappresentare la motivazione per cui migliorarne l’efficienza e solo un italiano su 4 conosce la recente Direttiva Europea Case Green. (Redazione)

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