Tracce del passato saranno salvate (di Carmela Corso)

Monte Gallo

di Carmela Corso

Una delle testimonianze più importanti dell’arte di era preistorica, i graffiti delle tre grotte dell’Addaura, sul fianco nord orientale di Monte Pellegrino, una delle più antiche rappresentazioni omoerotiche dell’arte occidentale, saranno messe in sicurezza e restituite all’utenza.

Il sito, un unicum nel panorama dell’arte rupestre paleolitica mondiale, oggetto di importanti scoperte paleontologiche e archeologiche sin dalla seconda metà dell’Ottocento – ribattezzato “Grotta delle Incisioni” nell’immediato dopoguerra – ha riportato alla luce, seppure in modo del tutto casuale, incisioni rupestri paleolitiche con numerose figure antropomorfe e zoomorfe come ungulati, cavalli e buoi, risalenti ad un periodo compreso tra l’Epigravettiano ed il Mesolitico (tra i 14mila e gli 8mila anni fa) dal significato ancora oggi oggetto di dibattito tra esperti e archeologi.

Dopo anni di totale abbandono esposizione al pericolo di caduta massi le Grotte dell’Addaura saranno oggetto di un’operazione di recupero e messa in sicurezza la cui progettazione andrà a bando nelle prossime settimane.


La progettazione avrà un costo a base d’asta pari a circa 2,8 milioni di euro, mentre i lavori di consolidamento saranno a carico dei fondi del Patto per lo Sviluppo di Palermo, per un costo stimato di circa 30 milioni.

Gli interventi previsti riguardano la mitigazione del rischio da crollo delle pareti rocciose sovrastanti l’abitato di Boccadifalco; la protezione dell’area della colonia estiva comunale e del viale Diana dalla caduta massi delle sovrastanti pareti rocciose e il completamento di messa in sicurezza del costone roccioso di Monte Gallo sovrastante l’area urbana di Mondello.

Il piano, previsto dal Patto per il Sud di Palermo, delegato dal Governo Nazionale al Commissario Unico Regionale contro il dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana, permetterà, dunque, l’eliminazione delle condizioni di rischio per le aree urbane di Vergine Maria e Addaura offrendo la possibilità ai cittadini di fruire nuovamente delle tre grotte chiuse ormai da tempo immemori.

“Complessivamente – hanno dichiarato il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Emilio Arcuri – si tratta di circa 38 milioni di interventi finanziati col Patto per Palermo, che si sommano ad oltre 230 milioni di altri interventi strutturali ed infrastrutturali già realizzati. Un quadro di progetti ed opere che contribuiscono e ancor di più contribuiranno a migliorare la qualità della vita a Palermo, la sicurezza dei cittadini, l’offerta di servizi.”

Un prezioso capitale, quello delle Grotte dell’Addaura che, insieme con altri siti del circondario come la Grotta Niscemi, sul versante opposto di Monte Pellegrino – anch’essa custode di incisioni preistoriche e iscrizioni databili al XV-XVI sec. – o come la Grotta Regina e la Grotta dei Caprai, dell’area di Monte Gallo – recanti importanti tracce di incisioni lineari preistoriche e iscrizioni puniche – che, se recuperato e reso fruibile, incrementerebbe il già ricco patrimonio storico culturale della città.

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