Tra il 2019 e il 2024 furti in abitazione in Sicilia in calo

Immagine di Jarek Ceborski per Unsplash

Nel 2024 in Sicilia sono stati registrati 5.879 furti in abitazione, con un calo del 10,6 per cento rispetto all’anno precedente.

Il numero di episodi, pari a 12,3 ogni 10mila abitanti, si attesta ben al di sotto della media italiana di 26,4, collocando la regione al 16esimo posto a livello nazionale.

Per quanto riguarda le rapine in che implicano l’uso della violenza contro i presenti, nel 2024 in Sicilia si contano 125 episodi, pari a 2,6 ogni 100mila abitanti: per incidenza la regione si colloca al 12esimo posto nella graduatoria nazionale, a pari merito con l’Umbria.

È quanto emerge dalla quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis–Verisure, realizzato in collaborazione con il Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.

Guardando al medio periodo, tra il 2019 e il 2024 l’andamento dei furti in abitazione in Sicilia risulta in netto calo, con una variazione del - 32,3 per cento.

Nel primo semestre 2025 si conferma il trend miglioramento: tra gennaio e giugno i furti denunciati sono 2.373, in calo del 20,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024, quando erano 2.991. 

Le province: a Catania e Palermo calo nel primo semestre 2025.

Nel primo semestre 2025, in provincia di Catania i furti in abitazione sono stati 577, con una riduzione del 24,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024, quando erano 761.

In provincia di Palermo nello stesso periodo i furti in abitazione sono stati 497, in calo del 21 per cento rispetto al primo semestre 2024, quando erano 629.

L’Indice regionale della Sicurezza Domestica 2025: Sicilia all’ottavo posto, guadagna 10 posizioni.

L’Indice regionale della Sicurezza Domestica, elaborato dall’Osservatorio Censis–Verisure, è un indicatore sintetico che offre una lettura combinata di sicurezza reale e percepita, integrando aspetti legati al contesto territoriale, al rischio di eventi critici dentro casa e ad alcuni elementi strutturali dell’abitare.

Nel 2025, l’indice Censis-Verisure ha misurato il grado di sicurezza, reale e percepita, delle diverse regioni italiane rispetto agli eventi pericolosi che possono accadere all’interno delle mura domestiche e la Sicilia si colloca all’ ottavo posto.

Nella rilevazione precedente, nel 2024, era 18esima: un avanzamento di ben 10 posizioni.

L’indice si articola in 3 dimensioni: Indicatore di sicurezza della zona di residenza – sesto posto: misura la percezione della sicurezza del contesto abitativo e il rischio di subire un reato.

Indicatore di sicurezza personale domestica – ottavo posto: rileva la possibilità di essere vittima di un reato o di eventi pericolosi all’interno dell’abitazione.

Indicatore di sicurezza delle infrastrutture – 18esimo posto: misura le caratteristiche delle infrastrutture fisiche e informatiche dell’abitazione in cui si vive. 

Come evidenziato dal quarto Rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure sulla Sicurezza della Casa, intitolato La sicurezza al servizio degli italiani, realizzato con il contributo del Servizio analisi criminale del Ministero dell’Interno, l’abitazione non è più soltanto uno spazio privato, ma il fulcro di un ecosistema in cui si intrecciano intimità, riposo, relazioni e attività professionali e digitali, sempre più connesse con l’esterno.

In una società complessa, caratterizzata da crescenti solitudini e da timori diffusi legati a fenomeni globali, la sicurezza domestica si conferma una componente essenziale del benessere individuale e della qualità della vita.

Non a caso, il 90,8 per cento degli italiani considera la sicurezza in casa un elemento sempre più importante nella propria vita, l’84,9 per cento ritiene che la presenza di dispositivi di protezione contribuisca ad aumentare la serenità quotidiana e il 64,1 per cento pensa che nei prossimi anni investirà più risorse per proteggere la propria casa. (Redazione)

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