Tornano le bodycam sulle divise delle forze dell’ordine

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L’uso intensivo delle bodycam sarà inserito nel disegno di legge sicurezza all’esame delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, per diventare parte integrante della dotazione personale di carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti della polizia penitenziaria e, forse, vigili urbani.

Lo riporta il Corriere della Sera che, a suo tempo, con Francesco Verderami vedi Sospetti sulle bodycam cinesi in dotazione alla polizia aveva fatto notare alcuni rischi legati alla potenza di questi dispositivi, anche alla luce di una tecnologia che avanza a ritmi galoppanti.

Sono applicate sulle uniformi, geolocalizzate e, in alcuni casi, abilitate a trasmettere immagini in diretta (presumibilmente integrabili con le immagini che già vengono registrate dalle telecamere dislocate nei centri urbani ndr).

Come, dove e quando usarle, – prendiamo come esempio eclatante la Francia, ma vale benissimo l’Italia, le Olimpiadi che si svolgono in un momento di particolare tensione – specifici servizi di polizia, irruzioni, perquisizioni e controlli stradali, solleva importanti questioni che ruotano, tutte, intorno alla privacy.

La prima sperimentazione, infatti, non risale a 2 anni fa, ma a molto prima, come sappiamo a Palermo. Nel frattempo, eventi rilevanti, di cui la pandemia è quello più traumatico, hanno reso palesi i tanti cambiamenti occulti avvenuti negli ultimi anni.

La pervasività di questi sistemi di controllo implica non solo opportunità che la tecnologia può offrire alla società, ma anche rischi. Tentativi ed errori hanno, evidentemente, consentito un bilanciamento dei pro e dei contro, per giungere a una scelta più meditata. (Sergio Scialabba)

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Tutto (e tutti) sotto controllo (di Sergio Scialabba)