Torna Sole Luna

Lo Spasimo ospita eventi culturali 

(Carmela Corso)

Nella suggestiva cornice di Santa Maria dello Spasimo, luogo in cui passato e presente si fondono in un unicum di straordinaria bellezza, si apre il sipario sul Sole Luna Doc Film Festival, la manifestazione internazionale dedicata alla cinematografia documentaristica che, dal 2 all’8 luglio, “trasformerà il complesso monumentale dello Spasimo in una vera e propria cittadella del documentario e dell’arte – dice Licia Gotti Venturato, fondatrice del festival e presidente dell’Associazione Sole Luna – un ponte tra culture – con quattro sale di proiezione e aree dedicate a mostre e installazioni”.

Simbolo di questa edizione – continua la direttrice scientifica Gabriella D’Agostinoè il Gelsomino migrante (gelsomino di Sicilia), un fiore originario del Caucaso che si è naturalizzato in moltissimi Paesi del mondo: dall’Africa del Nord, all’Europa, all’America”, una scelta che riprende l’obiettivo primario della manifestazione, nata nel 2006 come opportunità di incontro e interscambio id persone, idee e prospettive che, da lontano, confluiscono verso un’unica destinazione.

Inserita a pieno titolo nel palinsesto di Palermo Capitale Italiana della Cultura, con il patrocinio del  Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, dell’Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni, della Regione Siciliana e del Comune, della Fondazione Sicilia e sostenuta dall’Accordo di Programma Quadro per la Sicilia – Sviluppo del Cinema e dell’Audiovisivo – Sensi Contemporanei, questa edizione, la tredicesima si preannuncia assai più ricca delle precedenti.

Ventotto film in concorso –  selezionati nelle categorie “Human Rights” (che raccoglie documentari che raccontano con grande potenza visiva storie di diritti negati, mortificati o conseguiti), “The Journey” (che si focalizza sul viaggio come esperienza e metafora della dimensione umana) e “Short Doc” (una rassegna di corti su temi cruciali della contemporaneità) – 18 anteprime nazionali, per un totale di oltre quaranta proiezioni, tutte in lingua originale con sottotitoli in italiano e in inglese. Un segnale importante che confermano il Sole Luna Doc Film Festival quale luogo accreditato del cinema del reale, fucina di nuove tendenze e promozione di registi emergenti. Undici i film fuori concorso, frutto di collaborazioni con altri festival e istituti nazionali e internazionali: Festival International du Film Insulaire de l’île de Groix; Animaphix International Animated Film Festival di Bagheria, Fondazione Benetton Studi e Ricerche.

Al via, lunedì 2 luglio alle 19, con l’esibizione musicale di Banda alle Ciance e l’apertura di Le arti in festival, un focus mirato sull’arte contemporanea, pensato ad hoc per l’anno di Palermo come Capitale italiana della Cultura e sede di Manifesta 12, letta attraverso diversi linguaggi espressivi: fotografia con la mostra Il sacro degli Altri. Culti e pratiche rituali dei migranti in Sicilia di Attilio Russo e Giuseppe Muccio; musica, con l’installazione sonora ispirata ai suoni del Mediterraneo Crossfade di Davide Cairo e Francesco Novara; video art con l’installazione “protagonista esclusiva” di Martina Melilli, allestita nel Ridotto della Sala Giardino.

A seguire i saluti istituzionali e, a partire dalle 21, le proiezioni nella Navata e nel Giardino dei primi cinque film in concorso:  In the name of…” (Norvegia, 2017, 54’), pellicola d’esordio della regista malese Erlynee Kardany;  Untitled – Viaggio senza fine” (Germania e Austria, 2017, 107’) di Michael Glawogger e Monika Willi;  Sea of Sorrow Sea of Hope” (Danimarca, 2018, 29’) di Estephan Wagner e Marianne Hougen-Moraga;  Raghu Rai – An unframed Portrait” (Finlandia, India e Norvegia, 2017, 55’) di Avani Rai; “Before my feet touch the ground” (Israele, 2017, 78’) di Daphni Leef e “Oreto. The urban adventure” (Italia 2012, 28’) di Igor D’India.

All’interno del Festival, per la sezione fuori concorso Arti in Festival, la rassegna Renegotiating Identities con la proiezione di dodici opere di video-art  realizzate da artisti come  Regina Josè Galindo, Juan Downey, Donna Haraway, Anna Maria Maiolino, Zineb Sedira, Marina Gržinić e Aina Šmid, selezionate dalla curatrice Sofia Gotti, sul tema dell’identità rinegoziata.

Nel segno della valorizzazione e della stimolazione verso la conoscenza del mondo vicino e lontano, spirito originario alla base del festival, anche la presentazione del documentario “Tumankarè” realizzato da minori stranieri non accompagnati all’interno del progetto Re-Future; la proiezione dei corti del laboratorio di cinema “Cine Yagoua” in Camerun e la presentazione del progetto “Di Terra, di Mare, di Incontri”, a cura di ItaStra sulla narrazione polifonica che ha coinvolto giovani migranti, artisti e docenti durante laboratori d’arte a Palermo.

A decretare i film vincitori sarà la giuria internazionale, composta dall’antropologo palermitano Ignazio Buttitta, dal regista Alessandro Negrini, dalla giornalista e fondatrice di Green Film Shooting Birgit Heidsiek e dalla scrittrice esperta di neorealismo Isotta Ingrid Rossellini e presieduta quest’anno dal regista iraniano Nima Sarvestani a cui si aggiungono altre due giurie speciali composte da giovani studenti degli istituti superiori e da minori stranieri non accompagnati chiamati a valutare rispettivamente le sezioni Human Rights e Short Docs.

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