Tonnellate rifiuti raccolti e oltre 200 cittadini mobilitati

Un momento dell’evento Retake

3 tonnellate di rifiuti raccolti in poche ore, più di 200 cittadini mobilitati, un tratto simbolico della costa palermitana restituito alla comunità. dopo l’ondata di maltempo.

È il bilancio dell’intervento civico coordinato da Retake che si è svolto nel weekend tra il porticciolo di Sant’Erasmo e la foce del fiume Oreto.

L’azione ha portato alla rimozione di circa 3 tonnellate di rifiuti complessivi, tra materiali trascinati dal mare e residui accumulati nel tempo.

Nel dettaglio sono stati raccolti 750 kg di rifiuti indifferenziati (50 sacchi), 600 kg di plastica (40 sacchi) e 150 kg di vetro (6 sacchi), a cui si aggiungono numerose tipologie di rifiuti ingombranti e pericolosi.

Tra i materiali rimossi figurano residui di imbarcazioni, cime, corde e reti, grandi quantità di materiale plastico e legnoso, bidoni, copertoni, pedane, tubi, cartelloni stradali e batterie, a testimonianza della complessità dell’intervento e dell’impatto ambientale che eventi estremi e incuria possono produrre su un’area già fragile.

“Quello che è accaduto a Sant’Erasmo dimostra che Palermo ha una comunità viva, pronta a rimboccarsi le maniche quando il territorio viene colpito. – dichiara Marco D’Amico, responsabile di Retake Palermo –

I numeri di questa giornata parlano chiaro, ma ancora più forte è il messaggio che arriva da oltre duecento persone che hanno scelto di esserci.

La cura dell’ambiente non può essere affidata solo alle emergenze: servono prevenzione, continuità e una responsabilità condivisa tra cittadini e istituzioni“.

L’iniziativa ha coinvolto numerosi stakeholder in forma individuale e associata.

La mobilitazione di Sant’Erasmo restituisce l’immagine di una città che, di fronte all’emergenza ambientale, sceglie di reagire con la partecipazione e la responsabilità condivisa, rilanciando il valore della cura collettiva dei beni comuni in un contesto sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici. (Redazione)

vedi

Il futuro delle periferie ruota intorno ai tesori