Rifiuti, nuova era?

deroghe alla legge per completare Bellolampo

di David D’Aleo

Le deroghe alla legge per svolgere le procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando o verifica del progetto – a cominciare dalla realizzazione della settima vasca di Bellolampo – in modo da completare i lavori nel più breve tempo possibile. E dopo? Cosa accadrà dopo un anno alla fine dell’ emergenza? Termovalorizzatori: si, forse anzi no. Nonostante la grave situazione, permane lo scetticismo circa il ricorso a quelle che erano state definite,  poco tempo fa, “strutture strategiche”. Quando tutto sembra pronto per iniziare un nuovo corso ecco che improvvisamente si fa marcia indietro. E’ l’annosa questione che riguarda i termovalorizzatori e l’avvio finalmente di una stagione che metta fine alle tonnellate di rifiuti conferiti in discarica. Il grido arriva  da quanti,  appartenenti a un partito o ad un altro, sostengono che è arrivata l’ora di chiudere un’era e aprirne una nuova. Una vicenda iniziata 8 anni fa con l’allora governo Cuffaro e la famosa riforma sul ciclo integrale dei rifiuti e i 27 Ato – autentici contenitori si,  ma di personale- che venivano ridotti a 10,  isole minori comprese. Una riforma normata ma di cui in pochi si sono accorti. Tante sono state le tappe: dal sistema di tariffazione alla raccolta differenziata che tutti hanno imparato a conoscere ma che ancora a molti sfugge  per indolenza o per impossibilità. Una “saga” che non conosce la parola fine , quella dei rifiuti in Sicilia, nonostante il succedersi dei governi e dei proclami di rito. Una riforma che doveva portare la Sicilia ad essere un modello di riferimento e che avrebbe dovuto allineare l’Isola ai più moderni sistemi strutturali di incenerimento con la sapiente regia del management in stretto accordo con i decisori politici. La rivoluzione sul riciclo dei rifiuti è stata addirittura al centro dei programmi elettorali. Ora si vede il traguardo. Anzi no. Fermo restando la prossima  riduzione delle Società d’ambito a 9, il problema persistente è dato dalla percentuale di differenziata che non potendosi obiettivamente assestare tra il 20/23 per cento dovrebbe finalmente poter arrivare all’agognato 50 per cento in tutta la regione -in Italia in regioni come il Veneto si arriva al 65 per cento. Nel breve periodo si punta, dunque, a elevare da un lato,  la raccolta differenziata su ogni versante territoriale e dall’altro a un abbattimento consistente delle cosiddette migrazioni dei rifiuti, la ricerca spasmodica di cassonetti per conferire l’ indifferenziata da una zona all’altra,  per non parlare delle sortite fuori città. Secondo Musumeci- il governatore lo sottolinea chiaramente- il ricorso ai termovalorizzatori può essere congelato a vantaggio del compostaggio e del riciclo intelligente,  visto che il rifiuto deve realmente poter essere considerato una risorsa.  Riutilizzare la frazione organica e reintrodurla  nel ciclo industriale  o domestico è il nuovo obiettivo. Sui termovalorizzatori- in Italia sono rimasti una cinquantina con  Brescia e Milano all’avanguardia- il vero nodo è sempre legato ai costi oltre che alle problematiche inquinanti,  reali o presunte. In Europa secondo studi recenti, si  va  nella direzione degli impianti di trattamento “a freddo” con il  recupero della frazione del rifiuto utile per fare Compost.

Secondo Musumeci – il governatore lo sottolinea chiaramente- il ricorso ai termovalorizzatori può essere congelato a vantaggio del compostaggio e del riciclo intelligente

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