Termini Imerese è centrale nel rilancio green

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L’economia circolare, ecosostenibile e, dunque, capace di una visione che comprende ambiente e valori vede, adesso, aumentare persino la distanza tra le aree avanzate d’Italia e le altre, laddove prima si pensava che a restare indietro fosse solo il Mezzogiorno.

L’efficienza del comparto pubblico non è estranea al problema se si pensa che, nel biennio 2013/2015, un cittadino di Palermo avrebbe pagato il 36 per cento in meno per ogni tonnellata di rifiuti prodotta se la gestione fosse stata ottimizzata.

Di fronte a questo scenario, ma anche in ragione della centralità acquisita da Termini Imerese nella storia dell’industria siciliana e delle questioni sociali – vere e proprie ferite rimaste aperte negli anni della decadenza – legate al polo termitano, è stato presentato il progetto di riconversione dell’area Blutec.

Il progetto S.U.D. Smart Utility District, presentato dal consorzio Smart City Group, prevede 200 milioni di euro di investimento per dare a Termini Imerese, alla Sicilia e a più di 600 cassintegrati la prospettiva di un polo green e high tech di valore internazionale. Il sito sarà occupato al 70 per cento circa, salvo ulteriori possibilità di espansione una volta verificata la loro fattibilità nell’arco di 3/4 anni.

Il progetto di riconversione dell’Area Blutec di Termini Imerese in un sito di sviluppo produttivo e ad alta innovazione tecnologica è stato discusso in un incontro con la stampa al quale hanno partecipato i vertici di Smart City Group, il consorzio di imprese promotore dell’iniziativa.

C’erano Giancarlo Longhi, presidente del consorzio Smart City Group, Stefano Rolando, vicepresidente, Gerardo Preziosi, consigliere e Sergio Miotto, direttore del consorzio, che hanno illustrato in dettaglio i progetti innovativi e presentate le imprese che li propongono. Presente anche Giovanni Pavone, Vicepresidente Renoils e Direttore Tecnico di Sicilgrassi.

Sulla base dell’accordo di programma tra Ministero dello Sviluppo Economico, Regione SicilianaInvitalia sono stati avviati i confronti istituzionali affinché si aprano i tavoli di lavoro tecnici per presentare, analizzare e validare i Business Plan e le loro ricadute occupazionali. Ad ottobre dovrebbe pervenire il parere definivo da parte dei commissari straordinari di Blutec.

I progetti dell’eco-distretto sono green  come nel caso dei cicli delle materie prime seconde, di quello sul recupero energetico da gas tecnici, del trattamento e pulizia delle acque e del progetto per l’agricoltura sostenibile. All’innovazione guardano la produzione di materiali hi-tech (grafene, batterie al litio), la mobilità elettrica, la produzione elettrica da fonti rinnovabili, l’intelligenza artificiale e la ricerca scientifica applicata.

Progetto Malachite – da The Graphene Company, una start up innovativa a vocazione sociale viene proposta una piattaforma di ricerca, produzione e commercializzazione delle nano-piastrine ingegnerizzate di grafene. Le nano-piastrine ingegnerizzate di grafene hanno diversi ambiti di utilizzo e una forza tecnologica dirompente. Un processo tecnologico innovativo consente di effettuare il distacco ultrarapido del multistrato (Nanoplatelets di grafene) o del mono strato atomico (grafene) dal minerale di grafite.

Progetto Rosso – da Danisi Engineering arriva la produzione di celle per la fabbricazione di batterie al litio, tecnologia diventata standard di mercato e ampiamente utilizzata in molti settori. In termini di catena del valore e di impatto tecnologico, le celle rappresentano solo una parte della sfida industriale complessiva; l’elemento competitivo è, in realtà, rappresentato dalla visione di sistema cioè dall’abilità di integrare al meglio le caratteristiche delle celle con le esigenze di installazione, prestazionali e funzionali tipiche dell’utenza finale (automotive, nautica, telecomunicazioni, ecc.).

Progetto Ceruleo – verrà realizzata da SGR Biomethane, una stazione di rifornimento per autotrazione sia a BioGNL che a BioGNC per rifornire mezzi pesanti e leggeri sia aziendali e legati al processo del comparto che per utilizzo verso il pubblico esterno e per i trasporti pubblici comunali e regionali.

Progetto Granata – la proposta di EcoEnergy e Sicilgrassi punta a  realizzare un impianto di trattamento di oli esausti alimentari. L’olio esausto dopo opportuni trattamenti può essere recuperato in diversi modi: come lubrificante; nella produzione di sapone; può costituire la base per il processo di generazione del biodiesel; può essere utilizzato come combustibile nel processo di cogenerazione; per la produzione di bioplastica.

Progetto Cremisi – Elettra Investimenti propone un nuovo e innovativo progetto di accumulo e produzione di energia elettrica a servizio del sistema elettrico nazionale e regionale. Il progetto Gravity Energy Storage System (G.E.S.S.) si propone come soluzione innovativa di accumulo fisico di energia rispetto alle tradizionali batterie chimiche al litio.

Progetto Viola – Il progetto Interactive Virtual Operator è nato dall’analisi, effettuata da Sistem-Evo, delle criticità che presentavano i tool di customer engagement  basati su intelligenza artificiale e dall’assenza di un’unica piattaforma di marketing conversazionale che consenta un vero approccio CRM – Customer Relationship Management – per gestire in modo efficace i rapporti con i propri clienti/utenti.

La tecnologia è adatta a semplificare la relazione fra cittadino e pubblica amministrazione con l’applicativo Comune Amico. Il Progetto I.V.O. ha offerto gratuitamente ai comuni che ne hanno fatto richiesta una chatbot completamente dedicata a rispondere alla domande sul covid-19 in base alle direttive del Ministero della Salute.

Progetto Fucsia – SIS.TER.POMOS si propone come società con competenze su settori strategici dell’innovazione tecnologica. Il progetto vuole tracciare e proporre la nascita di un Parco Scientifico e Tecnologico “Progetto S.U.D. – Research Habitat” permanente, che possa dare continuità alle azioni di innovazione tecnologica, per il medio lungo termine e tale da rilanciare e valorizzare le competenze acquisite.

Progetto Grigio – Il Consorzio interuniversitario NITEL, composto da 18 atenei tra i quali Unipa, contribuirà allo sviluppo di attività industriali nel distretto S.U.D. fornendo supporto tecnico scientifico alla produzione industriale che verrà sviluppata e garantendo il massimo livello di innovazione dei processi produttivi, in linea con i risultati della ricerca internazionale nei settori in cui si propone di operare. Tale attività verrà sviluppata mediante la creazione del Laboratorio per l’Innovazione e la Ricerca Avanzata e applicata (LIRA.

I tempi cominciano ad essere stretti ed è chiaro che la leale collaborazione tra pubblico e privato nonchè la convenienza delle imprese a partecipare a un progetto comune non significano che la competizione venga meno. Essa, semmai, si sposta da un’area geografica ad un’altra. Vale per i territori, per i centri storici come per i porti. Vince chi arriva primo. (Sergio Scialabba)

 

 

 

 

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