Televideo, quanto ti dona il nero

ph Nazar Strutynsky on Unsplash

Ha quasi 40 anni, ma non li dimostra. Il servizio Televideo Rai divenne, infatti, operativo in Italia il 15 gennaio 1984. Dei 5 livelli di grafica ipotizzati ci si fermò al livello 1. Un ulteriore investimento avrebbe comportato costi non giustificati per una tecnologia con buone prestazioni. E, ad oggi, è una fonte d’informazione per tanti.

Il servizio di testo sulla televisione, che è rimasto quello che era, introduce ad una importante tematica che riguarda la tecnologia. E’ dibattuto se sia sperabile bloccarne lo sviluppo quando ciò che distrugge è molto di più di quello che crea, a cominciare da qualità della vita e numero di posti di lavoro.

Celebre è la pagina 777 di Televideo per i non udenti, ma è pure disponibile in versione Telesoftware per i non vedenti. Nel 1985, agli inizi, il Telesoftware fu largamente usato per distribuire software gratuiti all’utenza che disponeva dei decoder appositi o dei primi Pc.

In questi casi il protocollo è unidirezionale. Non è cioè possibile l’identificazione del ricevente. Almeno per l’Italia, inoltre, non è mai stata resa obbligatoria nelle normative tecniche dei sintonizzatori Tv la memorizzazione delle pagine ricevute.

A motivo di ciò, il contenuto di una pagina deve essere continuamente ritrasmesso ogni 20 secondi, anche quando non è cambiato in tale tempo (alcuni televisori di nuova generazione, tuttavia, consentono di accedere alle pagine già visualizzate, per ridurre il tempo di consultazione).

Questo difetto era giustificato nel 1985 dall’alto costo delle memorie Ram, ma attualmente non lo è più poiché ogni pagina statica può contenere 100 rolling, il numero di pagine consultabili se memorizzate arriva a 80mila, al prezzo di una Ram da 80 Mb, costituendo una soluzione informativa a bassissimo costo. E’ Wikipedia che ci aiuta nel fornire queste notazioni. Direttore ad interim è stato Giancarlo Giojelli negli anni 2015 2016. (Sergio Scialabba)

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Scritto da Gran Maestro

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