Svolta vicina (di Carmela Corso)

si è dimesso Giammarva

 

di Carmela Corso

 

Mal di pancia e nuvole in casa Palermo. È delle ultime ore l’annuncio delle dimissioni di Giovanni Giammarva dalla carica di presidente dell’ Unione Sportiva Città di Palermo a causa di  forti dissidi con la dirigenza amministrativa. Interrogato sulla situazione il patron dei rosa, Maurizio Zamparini, ha dichiarato di aver preso atto della decisione di Giammarva augurandosi un passo indietro del primo e un chiarimento tra le parti.

«La proprietà – si legge in una nota ufficiale – prende atto, suo malgrado, delle dimissioni date dal presidente Giovanni Giammarva dovute a contrasti con la dirigente amministrativa, nonché consigliere, Daniela De Angeli. Ritenendo entrambi, Giammarva e De Angeli, due ottimi dirigenti molto capaci nelle loro funzioni, auspica un chiarimento che riporti Giammarva nella sua carica di presidente in un clima collaborativo necessario alla società, onde lavorare in un ambiente più disteso per futuri successi».

Una decisione inattese che arriva mentre pare si sia arrivati, secondo indiscrezioni,  ad una svolta nella trattativa di cessione dello stesso Zamparini del pacchetto azionario di maggioranza del club rosanero all’imprenditore pugliese Raffaello Follieri, presidente e proprietario della Follieri Capital Limited, società di produzione, estrazione e trasporto di petrolio e gas naturale registrata nella Companies House di Londra, che pare seriamente intenzionato a rilevare la società. Una trattativa, sembrerebbe, già alle ultime battute che va avanti già da qualche mese e che vorrebbe nella carica di papabile presidente dei rosa lo stessi Follieri o il padre Pasquale e una definitiva uscita di scena di Zamparini che non ricoprirebbe più alcun ruolo negli uffici di viale del Fante.

Un affare che scriverebbe la parola fine sulla lunga telenovela che da anni l’imprenditore di Sevigliano, tra annunci e smentite, procedimenti giudiziari ed esposti, propina ai tifosi rosanero che attendono con ansia il suo addio a Palermo. Ma oggi è anche il giorno decisivo del caso Parma, sullo scambio di messaggi tra Emanuele Calaiò della squadra emiliana e Filippo De Col dello Spezia per indirizzare il match dello scorso 18 maggio, segnalati alla Procura Federale sportiva. Quattro anni di squalifica per Calaiò e 2 punti di penalizzazione da scontare nel passato campionato (che avrebbe significato ancora serie B) o, in subordine, sei punti di penalizzazione da scontare in serie A: questo quanto  chiesto in prima istanza con il Palermo spettatore speciale che, in caso di condanna degli emiliani, sarebbe approdata in A senza passare dal via.

Un verdetto, tuttavia, tradotto in un -5 da scontare nel campionato di A e due anni di squalifica al giocatore con i ocnseguenti ricorsi da parte del Parma, di Calaiò e del Palermo, aggrappato, dopo l’affaire Frosinone, all’ultima speranza di riagganciare la massima serie del campionato italiano. Tre ricorsi che si discuteranno oggi e che segneranno il momento della verità per i soggetti chiamati in causa. E se dal club ducale si spera che tutto venga cancellato o, in ultima istanza, che si decida per una sensibile diminuzione delle pene per la società e per Calaiò, da Palermo si continua a sognare di tornare ad essere grandi.

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