Svolta radicale sulle opere pubbliche

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Sulle opere pubbliche, materia rimasta in stand by prima dell’arrivo della pandemia, il governo vuole fare in fretta e recuperare il tempo perduto. I finanziamenti del Recovery Fund richiedono un atteggiamento pragmatico già evocato in fatto di vaccini. Il ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini, docente universitario di economia e statistica, ha anticipato l’indirizzo del governo in una intervista rilasciata a un quotidiano di Milano a tiratura nazionale.

Il professor Enrico Giovannini giura da ministro il 13 febbraio 2021 (Foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Ci sono diverse forme con le quali questi fondi verranno spesi. E non per tutto occorreranno modifiche normative. Una parte dei fondi, penso al trasporto locale, sarà gestita attraverso bandi e non con appalti. Poi ovviamente c’è tutta una serie di opere, per esempio di Anas e Ferrovie dello Stato, i cui piani di fattibilità sono già pronti. Per altre ancora c’è indubbiamente un’esigenza forte di accelerazione, con un dimezzamento dei tempi complessivi e, quindi, non dobbiamo solo semplificare ma reingegnerizzare le procedure“.

Sul delicato tema delle autorizzazioni “opteremo – ha proseguito Giovannini – per dei cambiamenti radicali. Realizzando alcune fasi all’inizio di queste opere, ad esempio il dibattito pubblico, in tempi brevi e certi per dare indicazioni chiare da usare in fase di progettazione esecutiva. Ma sono allo studio anche cambiamenti sulle regole dei pareri delle Via (valutazione di impatto ambientale), delle Sovrintendenze, del Consiglio superiore dei Lavori pubblici“. (Redazione)