Sviluppo e sicurezza temi centrali del 1° maggio

Lo sviluppo e la sicurezza temi centrali del Primo maggio

A Palermo il tasso di disoccupazione è triplo rispetto a Milano. Quello di disoccupazione giovanile (persone in cerca d’età dai 15 ai 24 anni su forza lavoro nella corrispondente classe di età) è al 71, 2 per cento. Quello della disoccupazione femminile sale a 77,5. Questi dati sintetizzano, in parte, il Primo maggio palermitano, festa del lavoro: valore irrinunciabile contenuto nella Costituzione della Repubblica italiana, documento che il capo dello Stato – palermitano – conosce molto bene. Le migliori professionalità, i talenti, emigrano da decenni; quelli che possono vanno a completare il percorso formativo fuori; i centri di eccellenza scompaiono; si aprono nuove vertenze legate alle trasformazioni nel mondo dell’ impresa, a cominciare dalla grande distribuzione, diminuisce persino l’ immigrazione. “Ogni anno vorremmo festeggiare un Primo maggio diverso, ma i dati ci confermano sempre che tanto ancora c’è da fare, perché i nostri giovani possano avere un futuro nella loro terra, perché i meno giovani che hanno perso il lavoro possano reinserirsi, perché la nostra città possa finalmente vivere delle sue eccellenze che sono tante, e avere servizi adeguati e politiche di rilancio che mancano da tempo”, spiega Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Palermo Trapani da ottobre dello scorso anno.

Leonardo La Piana

“La disoccupazione – prosegue – è giunta a livelli allarmanti, avviare serie politiche del lavoro e di sviluppo deve essere la priorità nell’agenda della politica e delle istituzioni, come sostenere le iniziative dell’imprenditoria giovanile. Puntare, poi, sulle nuove figure professionali indirizzando la formazione verso queste realtà, studiando il mercato del lavoro e le sue necessità. Ma le imprese non investono e non si può consentire, come fatto in passato, che grandi gruppi industriali abbandonino la nostra città o che progetti che potrebbero segnare la svolta di un territorio, vengano fermati dalla burocrazia lenta. Serve una seria programmazione anche sul fronte dell’edilizia e delle infrastrutture che devono diventare centrali per le amministrazioni locali. Il nuovo piano regolatore Palermo 2025 deve porre questi punti come centrali: avvio di opere che darebbero ossigeno non solo all’edilizia ma migliorerebbero le infrastrutture del territorio, e i trasporti, migliorando  collegamenti di tutto il territorio della Città metropolitana. Proprio sui progetti di lavori pubblici bloccati, inoltre, abbiamo portato avanti con le nostre federazioni di categoria, scuola, lavori pubblici ed edili, una campagna di sensibilizzazione per chiedere lo sblocco delle opere per la messa in sicurezza delle scuole del territorio e per il miglioramento infrastrutturale e tecnologico dei plessi, ci auguriamo di poter inaugurare cantieri e vedere i lavori realizzati”.

Resta centrale il tema della sicurezza sul lavoro, scelto quest’anno da Cgil Cisl e Uil per le manifestazioni di oggi.“Senza sicurezza non c’è futuro- conclude il segretario Cisl – non si può tollerare che un lavoratore possa perdere la vita durante la sua giornata, allora servono maggiori controlli mentre le imprese devono investire di più sulla sicurezza”. (Sergio Scialabba)

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