Street art: messaggio e riqualificazione

il writer non avrà certo turbato il sonno del palermitano Papa Sergio

 di Carmela Corso

Provocatoria, dissacrante, sicuramente d’impatto, la street art è stata, fin dagli albori, una forma di denuncia veicolata da immagini che, attraverso una rottura degli equilibri, parlano direttamente agli occhi di chi osserva. Bansky, Uwe, Trebel, I mangiatori di patate, James Boy, Ozmo, NemO’s sono solo alcuni dei numerosi street artist che più frequentemente si possono osservare in città.

Ma in tutta la Sicilia negli ultimi anni si è assistito ad una crescita considerevole della street art. Tra operazioni spontanee e commissionate, l’isola appare come un vero e proprio laboratorio in cui lo scambio tra la scena locale e gli street artist ha contribuito alla realizzazione di progetti a varie scale. Passando tra i vicoli della Vucciria, della Kalsa o del Capo, si assiste ad un intervento di “sponsorizzazione” dei luoghi capace di riportarli al centro dell’attenzione.  Dai mercati storici ai luoghi all’aperto della movida, passando per discariche spazi occupati o abbandonati, la street art è una sorta di viaggio all’interno della città, tra bellezza e rovine, fratture sociali e urbane, riempite in un intreccio di scritture ed enunciazioni che dialogano o entrano in conflitto. L’espressione maggiore è rintracciabile nelle zone del centro storico come l’Albergheria, la Magione ma si espande anche tra i vicoli e i quartieri delle periferie come Borgo Vecchio e Zen. Bisogna, però, andare oltre la mera osservazione e analizzare la conformazione degli spazi, il modo di viverli, la partecipazione e il coinvolgimento degli abitanti, per riconoscere una sconfinata varietà di stili, di linguaggi e di tematiche, che vanno dal razzismo alla corruzione morale e alla lobotomizzazione della società per mezzo della tecnologia. Palermo diventa così un grande sketchbook dove agli stencil e ai poster si affiancano opere di grande raffinatezza stilistica o, ancora, spray o paste-up di immagini e fotografie. È questa mescolanza, questa essenza multi identitaria, che ha permesso a realtà come Collettivo FX, Associazione CaravanSerai Palermo, Borgo Vecchio Factory e SOS Ballarò, solo per citarne alcune, di riappropriarsi e restituire alla cittadinanze fette di spazi urbani. Un progetto in crescita che ad oggi, ha permesso la riqualificazione di aree spesso dimenticate e abbandonate come Danisinni che rinasce grazie al murale di  Guido Palmadessa, opera  dalla forte impronta sociale che restituisce al quartiere la dimensione di galleria d’arte urbana in continua evoluzione.

Fiore all’occhiello della street art made in Palermo, definito il Bansky italiano, recentemente (rim)balzato sulle cronache locali e nazionali per il satirico murale (subito cancellato) in cui Matteo Salvini e Luigi Di Maio si scambiano un bacio appassionato, è l’artista Salvatore Benintende, classe 1980, in arte Tvboy, alter ego simbolo di distinzione dalla cultura massificata delle nuove generazioni a opera principalmente della televisione. Esponente del movimento NeoPop, fa il suo debutto nelle scene dell’arte urbana nel 1996, quando realizza i primi graffiti tradizionali e i primi esperimenti di lettering sotto lo pseudonimo di “Crasto”. Dopo una parentesi spagnola partorisce il personaggio di “Tvboy” che diventerà il suo segno distintivo. Attivo nelle principali città italiane come Milano, Firenze e Roma consolida un rapporto di amicizia e collaborazione con altri street artist italiani come Ivan il poeta, Pao e Bros con i quali dà vita a una serie di interventi collettivi. Nei giorni scorsi è stato al centro di un’accesa polemica per via dei due murales realizzati nel centro di Roma all’indomani delle elezioni politiche tra Montecitorio e palazzo Madama. Il primo il famoso bacio tra Salvini e Di Maio, con un cuore rosso sullo sfondo e, non molto lontano, a via dei Pianellari, uno con protagonista la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni con in braccio un bambino di colore, un’operazione simile a quella realizzata a Berlino lo scorso anno e raffigurante il bacio tra Leonid Breznev ed Erich Honecker.  Entrambi cancellati poche ore dopo.  Grande comunicatore si fa portavoce di messaggi all’interno del contesto urbano che urlano contro mercificazione della società al grido di “Spegni la televisione, sei tu il protagonista della tua vita”.

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