Storia dell’ arte penalizzata

una sala di Palazza Abatellis a Palermo

Il ministero dell’ Istruzione Università e Ricerca ha comunicato i nuovi quadri orario del primo biennio degli istituti professionali con le relative classi di concorso.  La nota che comunica i nuovi percorsi di istruzione professionale non reca traccia della storia dell’ arte, nemmeno in indirizzi per i quali la materia sarebbe da indicare in maniera ovvia, quale per esempio quello di industria e artigianato per il made in Italy, o quello di servizi commerciali, nel quale confluiscono i percorsi turistici e grafici e nel quale è stato inserito un laboratorio di espressioni grafico-artistiche, che non corrisponderebbe alla classe di concorso A54-Storia dell’arte, o quello di servizi culturali e dello spettacolo. Dall’approvazione della legge 107 ad oggi  non è stato rimediato a questo palese errore di strategia nei piani formativi escludendo questa disciplina. Una scelta che va contro l’ interesse nazionale, contro l’ impresa e contro gli stessi studenti i quali, attraverso la valorizzazione del patrimonio artistico, potrebbero trovare sbocchi occupazionali, a patto ovviamente di conoscere il proprio patrimonio. E questa conoscenza non può che passare attraverso lo studio. Gli interventi parlamentari e gli appelli da parte di personalità del mondo della cultura si sono sprecati senza ottenere nulla. La ridefinizione dei quadri orario degli istituti professionali sarebbe stata un’occasione per ridare alle scuole professionali un profilo più completo con un significativo ritorno alla cultura classica. (Redazione)

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