Stadio deserto, disagio e dimissioni

lo stadio Renzo Barbera

(Alessandro Ferrante) Le ultime ore hanno detto molto sul Palermo calcio, sia da un punto di vista sportivo che da quello societario.

Sul fronte sportivo lo 0-0 maturato ieri sera davanti ad un Barbera deserto ha mostrato una squadra dai due volti: sul lato chiaro troviamo quella che per larghi tratti ha dominato l’incontro, rendendosi pericolosa in più occasioni; sul lato scuro abbiamo quella che non riesce a trovare più la via della rete, e che (in questo ricorda molto il Palermo di esattamente un anno fa) sbanda pericolosamente in chiusura di partita. Proprio nel finale, infatti, il Foggia ha schiacciato i rosanero, salvati a più riprese da alcuni prodigi di Brignoli.
La risposta della squadra, nonostante il periodo burrascoso, c’è stata. Ma è a fine partita che i nervi sono saltati. Al termine dell’incontro la squadra è stata fischiata dai pochi temerari convenuti sugli spalti. Bellusci in mixed zone ha avuto parole dure sia nei confronti dei tifosi, dai quali aspettava un maggiore rispetto verso la squadra, ma anche verso una società a suo dire inesistente, con solo Stellone e Foschi a tenere insieme i cocci. Anche il mister ha avuto parole amare verso i fischi ricevuti a fine partita. “Ringrazio chi è venuto allo stadio, ma chi è venuto a fischiarci può anche rimanere a casa“.
Ma se il finale di partita ha evidenziato il disagio della squadra, stamattina è arrivata la lettera di dimissioni di Clive Richardson, l’ormai ex presidente del Palermo. E le sue parole spalancano interrogativi molto pesanti sul futuro della società.
È con profondo rammarico che mi dimetto dalla carica di Presidente della U.S. Città Di Palermo con effetto immediato.
Sono entrato in questo progetto all’inizio di dicembre come consulente del signor Corrado Coen, del signor Emanuele Facile e della suo team. Il mio team di Global Futures Sport ed io siamo stati incaricati di svolgere una due diligence sull’acquisizione della U.S. Città Di Palermo da parte di un gruppo di investitori, guidati dal signor Coen e dal signor Facile.
Mai in nessun momento io o il mio team siamo stati coinvolti nel processo di raccolta fondi; siamo stati portati a credere fin dall’inizio che la società avesse a disposizione più di 30 milioni di sterline da diverse fonti e che avesse capitale sufficiente per acquisire e gestire la U.S. Città Di Palermo. Non saremmo mai stati coinvolti, in primo luogo, se non lo avessimo davvero creduto. Questi dati ci sono stati presentati in occasione degli incontri a Milano presso gli uffici di Emanuele Facile e Corrado Coen nel novembre 2018.
Nonostante i nostri migliori sforzi, il mio team ed io non siamo mai stati in grado di completare il processo di due diligence e i nostri risultati non sono mai stati messi in pratica dal signor Emanuele Facile e dal resto degli investitori.
Finora non siamo stati pagati per il nostro lavoro e negli ultimi mesi abbiamo sostenuto personalmente molte spese.
Cordiali saluti,
Clive Richardson
Un comunicato che evidenzia alcuni dati importanti:
1) Dietro all’acquisto della società c’é sempre stato Corrado Coen, nome tenuto nascosto per vari motivi, non ultima la sua condanna per bancarotta.
2) La Global Futures Sport non è mai stata coinvolta nella ricerca di capitali perché certa che questi venissero portati in dote da Facile e Coen.
3) I risultati della Due Diligence (peraltro incompleta) portata avanti dalla Global Futures Sport non sono mai stati tenuti in considerazione.
4) Tantomeno i servizi della società di Richardson sono stati pagati.
Ci si chiede allora in quali mani sia effettivamente finita l’U.S Città di Palermo e quale credibilità possa adesso avere una società che ha promesso ingressi di capitali ingenti ma di cui al momento non esiste traccia.
I 3 milioni di fondi attesi in settimana e la loro provenienza saranno il banco di prova per questa nuova dirigenza che con il suo atteggiamento sta demolendo il Palermo calcio.

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