Spasimo, restauro dell’ altare al via

Al via il restauro dell’ altare del Gagini

(Carmela Corso) Al via oggi, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e degli assessori alla Rigenerazione urbanistica e urbana Emilio Arcuri, e alla Cultura, Andrea Cusumano,  il restauro conservativo dell’altare situato all’interno della Chiesa di Santa Maria allo Spasimo.

L’altare, opera dello scultore e architetto palermitano Antonello Gagini, smontato in cinquanta pezzi dopo il ritrovamento e custodita negli ambienti dello Spasimo, sarà ricomposta, al termine del restauro,  all’interno della “Cappella Anzalone” o “Cappella di Santa Maria del Riposo”, posta in fondo alla navata sinistra della chiesa. Scelta dettata dalle attuali condizioni della “Cappella Basilicò”, dove attualmente si trova, assoggettata agli effetti negativi del terrapieno che ricopre parzialmente le murature della navata meridionale della chiesa di Santa Maria dello Spasimo.

«Un atto dovuto nei confronti della storia di Palermo – ha detto il sindaco Orlando – e dedicato alla dottoressa Antonietta Spataro, che è stata insieme a noi convinta che bisognasse ricostruire i pezzi di questa splendida opera d’arte. Un altro esempio di una città che edifica il futuro sulle radici del proprio passato».

Il progetto di restauro –  affidato all’Impresa A.T.I. Giovanna Comes Restauro Opere d’Arte – Nuova Cogiter s.r.l, per un importo netto di circa 70 mila euro – il cui tempo di completamento è stimati intorno al gennaio 2019, interesserà i vari elementi dell’altare, con l’anastilosi delle parti originarie e poche integrazioni necessarie affidate a riproduzioni volumetriche solamente per gli elementi mancanti della cui esistenza esista un’accurata documentazione iconografica e fotografica. Le fasi dei lavori saranno precedute dalla verifica delle caratteristiche dei materiali e della loro compatibilità, delle metodologie di intervento e le tempistiche di applicazione delle sostanze chimiche. Tutte le operazioni saranno condotte all’interno dello Complesso dello Spasimo, nella stessa Cappella Anzalone, per limitare gli spostamenti dei pezzi.

«Stiamo ricomponendo un altare di cui in passato è stato fatto un uso incongruo – hanno concluso gli assessori Arcuri e Cusumano – e ricostruendo una parte della storia dello Spasimo, fatta di splendori e di decadenze».

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