Sospetti sulle bodycam cinesi

Polizia Municipale all’opera in città

Le telecamere indossabili: Palermo Capitale Online ha spiegato cosa sono nel 2018, quando a Palermo fu avviata una sperimentazione. “Una telecamera incorporata e puntata sull’interlocutore. Che l’agente della Polizia Municipale può decidere di accendere quando capisce che la situazione sta precipitando. Registrando tutto quello che accade” vai a Tutto (e tutti) sotto controllo di Sergio Scialabba.

Ora se ne occupa il Corriere della Sera con un articolo del giornalista calabrese Francesco Verderami che è stato ripreso da molti altri quotidiani. In questo caso software e cinese coincidono con un progetto di bodycam per le forze dell’ordine. Cosicchè una nota dei servizi segreti accende un faro sulla sperimentazione delle telecamere indossabili per i poliziotti.

Si tratta di una operazione pilota (come a suo tempo quella avviata a Palermo ndr), una dozzina di apparecchiature con la promessa di verifica prima di prendere una decisione. Ma il report dei servizi fa notare che le telecamere sono cinesi e “hanno bisogno di un software esterno per la gestione dei dati“. Qui nascono i sospetti e la nota che, come prevedono le procedure, viene inviata al comitato parlamentare competente e al ministro dell’Interno.

L’acquisto tramite gara risulta avvenuto nel 2020, ai tempi del governo Conte I. Quando, invece, la coalizione si chiamava giallo-verde, ovvero nel 2019, riemerge dai ricordi la visita in Italia del presidente cinese Xi Jingping, con una significativa e, oggi, un pò inquietante puntata nella capitale della Sicilia. (Sergio Scialabba)

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