Sondaggio MySecretCase rivela

ph Ion Fet on Unsplash

Nel giorno in cui la Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha confermato la condanna all’ergastolo per il giovane di Caccamo accusato di avere ucciso la fidanzata che è poi risultata essere stata vittima di piccoli e grandi abusi, un sondaggio rivela.

Sono stata palpata alle medie in mezzo alle gambe e il preside a mia mamma ha detto: com’era vestita sua figlia?” “15 anni, il mio fidanzato mi costringe a fare sesso orale a un suo amico, altrimenti mi avrebbe lasciata”. “Il prof mi dà una caramella e mi dice, questa è da succhiare, come piace a te”.

Queste sono solo alcune delle 13500 testimonianze raccolte da MySecretCase, la community più attiva in Italia per la liberazione sessuale e il primo shop online italiano dedicato al piacere; un sondaggio pensato per raccontare le esperienze degli studenti di ieri e di oggi e riflettere su ciò che è percepito come violenza, sulla sua diffusione e sull’importanza di un’educazione all’affettività in ogni scuola di ordine e grado.

I dati parlano chiaro: oltre il 65 per cento delle persone dichiara di aver vissuto in prima persona episodi di violenza, di questi più del 17 per cento avviene in ambito scolastico, secondo solo alle relazioni sentimentali (19,4 per cento) e seguito dai rapporti di amicizia (14.7 per cento) e dal contesto lavorativo (12.7 per cento).

Tra le tipologie più diffuse di aggressione troviamo le molestie verbali (27.8 per cento), gli abusi sessuali (23.2 per cento), la violenza psicologica (22.1 per cento), atti persecutori (7.2 per cento) e le molestie online – diffamazione online, ingiurie, revenge porn, ecc. – (6.8 per cento).

I tempi, le modalità e i contesti in cui avvengono questi episodi cambiano, ma rimangono immutati, negli anni, gli stessi meccanismi di pensiero e di comportamento che mettono in luce un vuoto educativo e culturale.

É importante che le esperienze di violenza siano una traccia per creare un programma di educazione reale rispetto a un vuoto che deve essere colmato al più presto. I fatti di cronaca e le esperienze di persone a noi care, ci hanno portato a voler parlare di questo argomento, c’è troppa confusione su ciò che è o non è violenza, c’è un profondo senso di vergogna – e anche di colpa – da parte delle vittime, una tendenza – non così rara – a sminuire la gravità di tali episodi da parte delle famiglie e, a volte, una scarsa fiducia verso le forze dell’ordine” dichiara Norma Rossetti, Ceo di MySecretCase.

Più del 90 per cento delle persone intervistate ha dichiarato, infatti, di non aver presentato denuncia formalmente per un senso di vergogna (23.4 per cento), un’assenza di fiducia nelle autorità (17.8 per cento), una scarsa conoscenza sui servizi disponibili a supporto delle vittime (13.2 per cento) e una paura di ritorsioni da parte dell’aggressore (11.3 per cento).

Più dell’80 per cento decide però di confidarsi con persone di fiducia, e lo fa principalmente con amici (45 per cento), genitori (20 per cento), insegnanti (12 per cento) e in sportelli d’ascolto (6,4 per cento).

Tra i principali fattori indicati come cause della violenza troviamo la disuguaglianza di genere (16.5 per cento), gli stereotipi di genere (19.4 per cento) e, al primo posto, un’educazione insufficiente (31.9 per cento), indicata anche come principale responsabile della violenza in ambito scolastico (33.1 per cento).

Non solo, più del 90 per centodegli studenti ritiene che la propria scuola non faccia – o non abbia fatto – abbastanza per promuovere un ambiente sicuro. A tal proposito, oltre il 40 per cento ritiene che un percorso scolastico sull’educazione sessuale, sul rispetto dei confini fisici e sulla gestione delle emozioni, debba essere il primo – ma non l’unico – strumento di prevenzione e contrasto della violenza.

Nel giorno in cui i giudici di Palermo confermano la condanna all’ergastolo per un giovane accusato dell’uccisione della fidanzata dopo tanti abusi, un sondaggio MySecretCase rivela quale sia la percezione rispetto a piccole e grandi violenze legate alla sessualità nelle scuole

Questo deve essere, infatti, seguito da programmi di supporto psicologico per gli studenti (11,6 per cento), un rafforzamento delle leggi contro questi fenomeni (10,7 per cento), incontri di sensibilizzazione per i genitori da parte della scuola (9 per cento), un sostegno alle vittime attraverso servizi sociali e legali (8.6 per cento) e una maggiore supervisione da parte del personale scolastico (4.3 per cento).

Vogliamo un mondo in cui l’educazione alla sessualità e al consenso siano parte integrante dei programmi scolastici, perché crediamo sia il primo strumento di prevenzione alla violenza. I Programmi per ora, risultano assenti o inefficaci in gran parte d’Italia: quasi nel 70 per cento dei casi non includono lezioni ad hoc sul tema, e le poche pianificate, vengono reputate inutili o poco efficaci dal 90 per cento delle persone” continua Norma Rossetti.

In questo sondaggio abbiamo raccolto oltre 13500 testimonianze e i risultati confermano una situazione allarmante e un vuoto educativo, su cui le istituzioni non riescono ancora a intervenire in modo efficace.

Ancora una volta in MySecretCase stiamo cercando di fare la nostra parte: a fine 2022 abbiamo lanciato MySecretCase Education, una piattaforma di educazione sessuale accessibile a tutti, per formare nuove generazioni sessualmente libere e consapevoli, grazie a una piattaforma online di professionisti che completa il lavoro che ogni giorno il team porta avanti sui social. Affinché avvenga un vero cambio di rotta, però, è necessario un impegno congiunto tra istituzioni, aziende e associazioni” conclude Norma Rossetti.

E, ancora una volta, i dati lo confermano: più del 98 per cento delle persone intervistate ritiene che sia necessario introdurre piani di educazione alla sessualità nei programmi scolastici, il 40,7 per cento li introdurrebbe a partire dalla scuola primaria, il 32.5 per cento dalla scuola secondaria di primo grado e il 24.1 per cento dalla scuola dell’infanzia.

Oltre agli episodi di molestie e violenza sopra citati, vengono classificati come tali: minacce, insulti, umiliazioni, isolamento sociale, controllo e manipolazione emotiva (23.7 per cento), gli atti che offendono e mortificano la dignità dell’individuo, molestie verbali (21.7 per cento), ogni forma di controllo sull’autonomia economica, ad esempio, sottrarre o impedire l’accesso al denaro per sabotare l’indipendenza della persona (17.5 per cento), gli episodi di bullismo (18.1 per cento) e gli atti contro le persone facenti parte della comunità Lgbt+ (17.3 per cento). (Redazione)

vedi

Balocchi, profumi e Viagra