Sole e vento fanno il 41 per cento

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Palermo e la Sicilia possono cogliere l’opportunità di attivare un rilancio strutturale, sostenibile e durevole della propria economia (purtroppo però l’incognita della guerra sta imponendo una correzione al ribasso di tutte le stime a livello mondiale ndr).

L’analisi di Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo spiega che il successo sarà strettamente legato al ruolo dei pilastri portanti del sistema produttivo locale.

Il primo riguarda l’industria agroalimentare e il settore Ict. La Sicilia crea il 22,6 per cento del valore aggiunto del comparto agroalimentare dell’intero Mezzogiorno, vale a dire 4,3 miliardi di euro.

La regione, rispetto al resto del Paese, presenta una maggiore specializzazione produttiva in questo settore, che esprime il 5,8 per cento dell’economia dell’isola (Italia 4,2 per cento), soprattutto in riferimento all’agricoltura (4,2 per cento contro il 2,2 per cento dell’Italia), al numero di imprese attive (23 per cento contro il 15,2 per cento dell’Italia) e al valore dell’export (13,6 per cento contro il 10,1 per cento dell’Italia).

Nel territorio di Palermo sole e vento producono il 41 per cento dell’elettricità generata nell’area e ciò è di particolare rilievo se si considera che la dipendenza della produzione elettrica dal gas in Italia è molto maggiore che negli altri paesi europei

Inoltre, questa filiera rappresenta il 45,3 per cento dell’export della provincia di Palermo. Rilevante è poi la componente Ict – Digitale: nel 2020 il mercato regionale ha registrato un valore di oltre 2,5 miliardi di euro, quasi il 3 per cento del Pil (a fronte del 4 per cento nazionale).

Il secondo pilastro strategico è rappresentato da turismo, cultura ed enogastronomia. Nel 2019 la provincia di Palermo ha registrato 1,2 milioni di arrivi e 3,3 milioni di presenze, rispettivamente il 23 per cento e il 22 per cento della Sicilia.

Palermo si caratterizza per una minore permanenza media: 2,8 notti contro 3 notti della Sicilia (3,6 al Sud e 3,3 in Italia) ma l’attrattività turistica internazionale è alta. Infatti, ben il 58,6 per cento delle presenze turistiche è straniero (50,5 per cento per la Sicilia, 38 per cento per il Sud e 50,5 per cento per l’Italia).

E’ interessante evidenziare, inoltre, che la provincia di Palermo si caratterizza per una domanda di qualità: su 100 presenze alberghiere, ben 73 afferiscono a strutture di 5 stelle, 5 stelle lusso e 4 stelle, valore superiore al dato regionale (67) e nazionale (48).

Il terzo pilastro è l’economia del mare. Nella provincia di Palermo è presente il 19 per cento delle imprese del settore logistica – trasporti dell’isola (1.533 aziende). Il porto della città movimenta 7,6 milioni di tonnellate di merci (+5 per cento sul 2020, +32 per cento sul 2019) e fa parte, insieme con Termini Imerese, Porto Empedocle e Trapani, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia occidentale e della Zes Mar di Sicilia occidentale.

Nel trasporto Ro-Ro e nel comparto passeggeri (con oltre un milione di viaggiatori), quello palermitano è il secondo porto del Mezzogiorno e il quinto in Italia.

Il quarto pilastro riguarda l’energia. La Sicilia è una delle regioni leader nel Mezzogiorno per energie rinnovabili e oil. Nel mix di produzione elettrica è forte il peso di eolico e fotovoltaico (4,7 miliardi di kWh per le due fonti su 16,1 totali prodotti nell’isola).

Considerando il complesso delle fonti rinnovabili (oltre eolico e fotovoltaico, anche bioenergie e idrico), la Sicilia è la terza regione del Mezzogiorno per kWh prodotti (5 miliardi di kWh su 36 complessivi della macroarea, pari al 13,9 per cento).

Nella provincia di Palermo grazie a sole e vento si produce il 41 per cento dell’elettricità generata nell’area (ciò è di particolare rilievo, perchè la dipendenza della produzione elettrica dal gas in Italia è molto maggiore che negli altri paesi europei ndr). La provincia contribuisce per il 18 per cento alla produzione rinnovabile della Sicilia. (Redazione)

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Export in America: Sicilia prima