So.Sv.I. e Utap: Sicilia modello

ph Dennis Klein on Unsplash

E’ già tempo di raccogliere i primi frutti coltivati nella serra sperimentale allestita ad Ispica, in provincia di Ragusa, e interamente dedicata alla coltivazione di pomodorini secondo la tecnica dell’idroponica senza suolo (metodo Agriponic).

Una sperimentazione che fa capo al progetto europeo Intesa, acronimo di Innovazione nelle tecnologie a sostegno di uno sviluppo sostenibile dell’agroindustria che, in provincia di Ragusa, ha tra i partner la So.Sv.I. Società Sviluppo Ibleo, organismo  pubblico di promozione dello sviluppo locale.

Tale sperimentazione è stata oggetto di due interessanti giornate formative durante le quali, sia in presenza che da remoto online, è stato possibile approfondire tutte le metodologie applicate nella gestione della serra pilota realizzata presso Moncada e che utilizza la fertirrigazione fuori suolo ottenendo un prodotto di qualità maggiore, con meno sprechi, più risparmio e più rispetto per l’ambiente.

La due-giorni di interventi, ha promosso l’innovazione del settore agricolo attraverso la formazione di operatori che dovranno a loro volta insegnare le tecniche di fertirrigazione per serre fuori suolo, comunemente conosciute come coltivazioni idroponiche.

Questa tipologia di coltivazione rappresenta per tutta la filiera agroalimentare del Sud Est siciliano una grande opportunità di miglioramento, soprattutto in termini di ottimizzazione dei processi di coltivazione, limitazione degli interventi e delle spese di produzione.

Grazie all’intervento degli esperti, è stato possibile approfondire la conoscenza sulle coltivazioni fuori suolo e sulle principali problematiche legate alla gestione nutritiva delle piante, con particolare riferimento alle qualità delle acque utilizzate, unite alle caratteristiche qualitative dei frutti di pomodoro.

Il territorio della Sicilia orientale, con i suoi 9000 ettari di serre, è la zona europea con la maggiore concentrazione di coltivazioni coperte, seconda solo all’area di Almeria in Spagna, per questo crediamo sia fondamentale promuovere le innovazioni tecnologiche soprattutto in questa regione – spiega l’amministratore delegato So.Sv.I. Giovanni Iacono – Grazie all’esperienza di oltre sessant’anni che i produttori siciliani hanno, unitamente alla ricerca tecnologica, il nostro territorio ha tutto ciò che serve per poter puntare sulla coltivazione idroponica”.

Per il presidente del Distretto Orticolo del Sud Est, Antonio Cassarino, è una grande opportunità: “Questo tipo di produzioni non necessitano particolari interventi proprio perché coltivati fuori suolo. Questa tecnica, oltre a garantire una maggiore ottimizzazione delle spese e dei consumi di prodotti fitosanitari, permette di eliminare determinati elementi presenti invece sul terreno, come ad esempio il nichel, riuscendo così ad abbracciare anche una nuova fetta di consumatori sempre più attenti alla presenza di determinati elementi sui prodotti da orto”.

La due-giorni si è conclusa con un consumer test che ha permesso ai consumatori di confrontare dei pomodori coltivati con metodi tradizionali con quelli provenienti dal primo raccolto della serra pilota mostrando una sostanziale parità nell’apprezzamento dei due prodotti.

Il progetto Intesa vede come capofila l’Utap (Unione Tunisina dell’Agricoltura e della Pesca), e come partner la So.Sv.I. (Società Sviluppo Ibleo), Crea (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e Analisi dell’Economia Agraria), Enis (Scuola Nazionale di Ingegneria di Sfax), Iit (Istituto Internazionale di Tecnologia di Sfax, il partner privato Moncada e i partner associati Comune di Ispica, Comuni di Scicli e l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Ragusa. (Redazione)

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Rilanciare la serricoltura