Si ricorra ad intesa San Marino

ph Thomas Haas on Unsplash

Nel caso dei cittadini extra Ue che non hanno il green pass perchè vaccinati con Sputnik e, tra questi, moltissimi impiegati nel lavoro domestico – colf e badanti per intenderci – la soluzione è il mutuo riconoscimento dei certificati.

Si potrebbe applicare per analogia il contenuto dell’accordo bilaterale siglato in agosto da Unione Europea e Repubblica di San Marino (nonchè Città del Vaticano) – con validità fino al 31 dicembre – che prevede l’equivalenza dei certificati emessi dai due stati in deroga al principio generale in forza del quale per ottenere un pass valido in Europa occorre che il vaccino sia stato approvato dall’apposita agenzia.

Secondo l’Istat, “il ricorso al lavoro non regolare da parte di imprese e famiglie è una caratteristica strutturale del mercato del lavoro italiano”.

A partire da questa constatazione, l’Osservatorio Domina ha analizzato il caso specifico del lavoro domestico, confrontandolo con gli altri settori produttivi.

Dai dati emerge come il lavoro domestico sia nettamente al comando della – poco lusinghiera – classifica dei settori con il più alto tasso di irregolarità, ovvero la maggiore presenza di lavoro nero.

I dati aggiornati al 2019 evidenziano per il lavoro domestico un tasso di irregolarità pari al 57,0 per cento, ben al di sopra rispetto alla media di tutti i settori (12,6 per cento). Osservando i principali settori economici, al secondo posto per incidenza del lavoro irregolare si trova l’agricoltura, con un tasso del 24,1 per cento.

Anche la ristorazione (16,0 per cento) e le costruzioni (15,4 per cento) presentano un dato superiore alla media. Troviamo valori più bassi, invece, nell’industria manifatturiera (6,3 per cento) e nel settore istruzione, sanità e assistenza sociale (5,4 per cento).

Naturalmente, gli elementi che fanno la differenza sono la natura del rapporto di lavoro e il luogo di lavoro: nel lavoro domestico, che si svolge in un’abitazione privata, è molto difficile effettuare quei controlli che, invece, sono ordinari nel contesto aziendale e industriale.

L’analisi dell’Osservatorio evidenzia che – negli ultimi quattro anni – il tasso di irregolarità nel settore ha subito piccole variazioni, toccando il picco massimo nel 2017 (58,3 per cento) e il minimo nel 2019 (57,0 per cento). Il tasso medio di tutti i settori è invece in costante – anche se lento – calo dal 2016.

Applicando il tasso di irregolarità al numero di lavoratori domestici censiti dall’Inps, possiamo stimare il numero complessivo di lavoratori domestici in Italia. In questo caso abbiamo, negli ultimi anni, un valore che oscilla attorno ai 2 milioni. Concedere il green pass in questa fase a lavoratori extra Ue agevolerebbe l’emersione degli irregolari.(Redazione)

vedi

Un milione di colf irregolari

Per Domina e rete Ero Straniero troppi ritardi sui permessi di soggiorno

Anziani abbandonati per colpa del lockdown di Natale