“Sfida vinta”

successo per la prima de La bohème alla presenza di Mattarella

Cinque minuti di applausi fragorosi hanno omaggiato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, spettatore d’onore alla prima de La bohème di Puccini, in scena ieri sera  al Teatro Massimo di Palermo, per la regia di Mario Pontiggia. Un’ultima grande opera che chiude una stagione lirica di successo e ricca delle emozioni che solo un teatro come il Massimo sa offrire.

Ad accogliere Mattarella e la figlia Laura, il prefetto Antonella De Miro, che ha li, poi, accompagnati fino al palco reale dal quale hanno potuto assistere all’esecuzione dell’ inno di Mameli.

Apprezzamento da parte del pubblico in sala per l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo, magistralmente diretti dal Maestro Daniel Oren, che hanno incantato i presenti portando sul palco la triste storia di Rodolfo e Marcello – rispettivamente Matthew Polenziani e Vincenzo Taormina – e dei loro due amori Mimì (Valeria Sepe) e Musetta (Jessica Nuccio); una storia senza lieto fine ma che racconta, in modo romantico e malinconico, i sentimenti dell’amore e dell’amicizia che si fanno più solidi e veritieri nei momenti di difficoltà.

Un successo annunciato, reso ancora più speciale da una piccola cerimonia che ha anticipato la rappresentazione, svolta nella Sala Onu del teatro – alla presenza del Sindaco Leoluca Orlando, del Presidente della Regione Nello Musumeci, del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè – legata all’imminente chiusura dell’esperienza di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, durante la quale il Capo dello Stato, con un gradito fuori programma, ha preso a sorpresa la parola porgendo il suo augurio alla città e ai palermitani che hanno dimostrato di essere «un faro per l’intero Paese. Nei decenni passati questa città ha conosciuto tanto dolore, tanta paura, tanta vergogna.

il presidente della Repubblica al Teatro Massimo

Ma lì dove c’è pericolo cresce anche ciò che salva; là dove vi è sofferenza nasce il seme della speranza: questa città ha visto e ha vissuto il risveglio del coraggio civile, l’orgoglio di cittadinanza, l’orgoglio di una città intera di liberarsi dal giogo soffocante delle connivenze, dei silenzi. Palermo e con essa l’intera Sicilia aveva tutti i numeri per essere capitale della cultura, una condizione che è anche una sfida e un’occasione. Palermo ha colto la sfida e ha vinto, ha risposto con efficacia. Manifesto apprezzamento – ha concluso – per la vivacità e per il contributo all’atto più importante per il Paese, che è la sua cultura».  (Carmela Corso)

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