Settore farmaceutico trainante anche in Sicilia

ph Diana Polekhina on Unsplash

Secondo lo studio presentato da Fabrizio Guelpa, responsabile Industry & Banking Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, per il biennio 2021-22 è previsto un graduale ritorno alla normalità con una ripresa più stabile a partire dal terzo trimestre.

I flussi commerciali internazionali sono previsti in netta ripresa al + 12,4 per cento dopo il – 9,4 per cento del 2020. La ripresa dell’economia italiana sarà parziale rispetto alla caduta del Pil subita nel 2020 (+ 3,7 per cento dopo – 8,9 per cento).

Intesa Sanpaolo: “Il livello degli investimenti fissi lordi nel 2019 è circa il 30 per cento in meno rispetto al 2008, in Italia il 16 per cento in meno; se avessimo mantenuto la stessa dinamica tedesca, avremmo avuto a livello nazionale 128 miliardi di investimenti in più, che si traducono in circa 9 miliardi per la regione”

In Sicilia sono ben posizionate le filiere del farmaceutico, dell’agro-alimentare dell’elettronica. E’ atteso un buon recupero per il settore delle costruzioni, grazie all’ecobonus e per la meccanica e l’elettrotecnica. Sarà importante, però, porre subito le basi per una crescita stabilmente più elevata e sostenibile una volta terminati gli effetti legati agli investimenti del programma Next Generation.

Per l’Italia è essenziale realizzare riforme che accrescano la produttività e il potenziale di crescita: occorre intervenire nel campo della P.A., della giustizia civile, del fisco e della concorrenza. Un altro fattore di supporto è rappresentato dall’eccesso di risparmio che si è creato nel 2020. Se infatti il tasso di risparmio delle famiglie tornasse quest’anno ai livelli del 2019, ne deriverebbe una crescita aggiuntiva sui consumi pari a 80 miliardi di euro. Le misure di policy hanno ridotto il fabbisogno di liquidità e fatto decollare i prestiti alle imprese: nel corso del 2020 il flusso netto di prestiti alle società non-finanziarie è stato pari a 63 miliardi, sostenuto dai prestiti con garanzia pubblica. Ciò ha dato una forte spinta alla crescita dei depositi delle imprese, in presenza di una leva finanziaria in aumento ma meno di quanto accadde con la crisi del 2011. Ci sono dunque le condizioni economico-patrimoniali per una ripresa degli investimenti. Un reale cambio di passo sarà però possibile solo aumentando significativamente gli investimenti, soprattutto immateriali” dice lo studio.

In Sicilia – prosegue – il livello degli investimenti fissi lordi nel 2019 è circa il 30 per cento in meno rispetto al 2008, in Italia il 16 per cento in meno; se avessimo mantenuto la stessa dinamica tedesca, avremmo avuto a livello nazionale 128 miliardi di investimenti in più, che si traducono in circa 9 miliardi per la regione (tale rilievo spiega per quale ragione il governo in carica abbia indicato nei paesi europei più sviluppati il modello di riferimento ndr).

È necessario investire sul green e sul digitale. Anche su questo aspetto emerge un ritardo, sia a livello italiano che territoriale: secondo una survey condotta da Intesa Sanpaolo presso la rete di gestori imprese e aziende retail, nel 2020 a livello nazionale (ma anche in Sicilia) l’incremento nell’adozione delle soluzioni digitali è stato più accentuato per lo smart working, ma meno per quanto riguarda gli aspetti della logistica, dei processi produttivi, dell’e-commerce e del marketing digitale, soprattutto per le imprese di minori dimensioni“.

La transizione ambientale viene considerata una straordinaria opportunità per accelerare la crescita e renderla più sostenibile interrompendo lo sfruttamento delle risorse naturali e ambientali.

Essere sostenibili conviene: anche per le aziende manifatturiere siciliane vale la relazione secondo cui una maggior attenzione all’ambiente si traduce in risultati economico reddituali migliori”. (Redazione)