Se n’è andato il gigante buono (di Carmela Corso)

Gioacchino Cataldo

di Carmela Corso

Favignana ha dato l’ultimo saluto a Gioacchino Cataldo, rais della mattanza, che si è spento, all’età di 76 anni, dopo una lunga malattia, nell’isola che tanto ha amato e per la quale rappresenta una vera e propria leggenda, che si lega a doppio filo alla gloriosa storia dei Florio e della loro tonnara nella quale inizia a lavorare giovanissimo.

Lo chiamavano il gigante buono, un omone di quasi 2 metri di altezza per 130 kg, e per oltre 30 anni è stato il cuore e l’anima delle tonnare di Favignana e Formica, ricoprendo il ruolo di rais, il capo dei pescatori, dal 1996 aln 2007, anno dell’ultima mattanza.

Nel 1997, insieme ad altri 13 tonnaroti, è a capo della CooperativaLa Mattanza” che assume la gestione della tonnara nella speranza di riuscire a riorganizzare la pesca del tonno e dare nuova linfa ad una delle tradizioni pià affascinanti e caratterizzanti della Sicilia. dal 2003, invece, per la sua attività di valorizzazione e promozione del territorio e delle sue attività economiche, è riconosciuto dall’UNESCO come vero e proprio Patrimonio Culturale. Profondo conoscitore del mare e delle tecniche di pesca e lavorazione del tonno, attraverso l’utilizzodi tonnare fisse di derivazione arabo – persiana, Cataldo svolge, in coppia con il vice rais, Clemente Ventrone, un importante ruolo di divulgazione delle tradizioni e dei segreti del mare, legando indossolubilmente la propria figura alle scene dei momenti salienti della mattanza: dall’arpionaggio alla otta contro i colpi di coda dei pesci.

Nel 2006 è inserito tra i “Tesori Umani Viventi” all’interno del Registro Eredità Immateriali della Sicilia, istituito l’anno precedente dalla Regione Siciliana per la salvaguardia delle ricchezze immateriali dell’isola e, per questo, spesso chiamato in televisione per raccontare la storia della mattanza, dei prodotti tipici ricavati dal tonno e delle ricette della tradizione gastronomica mediterranea.

A dare annuncio della morte del rais un post pubblicato dai familiari nella sua pagina facebook: «Favignana perde il suo Rais – si legge nella nota – noi perdiamo un papà unico e speciale; nostra madre che non ha mai smesso di stargli accanto nonostante le difficoltà del cammino insieme, perde il compagno di una vita e il vuoto che lascia dentro di noi sarà incolmabile. Caro papà, ti chiediamo scusa se non ti abbiamo tirato fuori prima da un calvario di più di 3 mesi di ospedale; in cuor nostro speravamo che con le cure le tue condizioni di salute sarebbero migliorare (ringraziamo i tanti bravi medici e infermieri che hanno cercato amorevolmente di curarti). Purtroppo la malattia si è accanita contro di te e in una battaglia impari dove sei stato attaccato su più fronti, alla fine hai dovuto accettare sportivamente la sconfitta. Ti voglio bene papà, più di quanto tu possa immaginare e ti ringrazio per avermi insegnato ad amare la vita, ad avere rispetto delle persone ma anche a pretendere rispetto, a mantenere a debita distanza le persone negative dando invece tutto il mio cuore a chi mi offre un piccolo pezzetto del suo; ti ringrazio per avere trasmesso a noi figli il tuo forte senso del dovere e della responsabilità e l’idea che ogni successo si ottiene solo attraverso grandi sacrifici. Fatti accarezzare ancora una volta sul viso, una carezza delicata come quelle che amavi farmi tu e sta sereno: non ti tormenterò più con i continui “come stai” perché adesso so che stai bene. Ti vedo papà… sei sulla tua barca al porticciolo di punta lunga, circondato dai gabbiani che ti stanno dando l’ultimo saluto, stretto dal fortissimo abbraccio dei tanti amici che ti vogliono bene e che sentiranno la tua mancanza. Fa’ buon viaggio papà. Anche se non ci è dato di sapere dove sei diretto, siamo sicuri che stai andando in un posto bellissimo dove potrai finalmente lasciarti cullare dalle onde del mare e riposare: riposare in quel mare che hai tanto amato e che è stato per te lavoro, sacrifici, passione, vita. Ciao papà. Antonella, Pino, mamma”

«Se ne va un pezzo di storia delle Isole Egadi e di Favignana   ha dichiarato il sindaco delle Egadi Giuseppe Pagoto esprimendo il proprio cordoglio – Il Rais Gioacchino Cataldo é diventato anche un simbolo della tonnara, un grande ambasciatore della nostra isola. In un mondo che dovrebbe più riscoprire e ricordare la storia di un popolo come quello dei tonnaroti e della tonnara ci sentiremo sicuramente piu’ soli. Sentito cordoglio e vicinanza alla famiglia da parte della comunita’ egadina che perde un uomo, un rais, entrato nella storia’…»

In ricordo di questo grande gigante del mare, dei suoi pescatori e degli operai, una video – installazione, “Torino” allestita all’interno dell’ex Stabilimento Florio e curata da Renato Alongi con  scatti e parole  che danno testimonianza visiva della vita della tonnara.

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