Scoperto un rifugio antiaereo

Ancora una scoperta che riguarda il sottosuolo della città

Sembrerebbe trattarsi di un vero e proprio rifugio antiaereo, quello scoperto al di sotto del Liceo Vittorio Emanuele II di Palermo, risalente al periodo del secondo conflitto mondiale, ritrovato in ottime condizioni su segnalazione di Michele D’Amico, responsabile regionale del Cobas – Codir per le politiche dei beni culturali,  per il quale sono già stati disposti il recupero e il restauro da parte dell’assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana.

«Il rifugio antiaereo – ha dichiarato D’Amico – si trova sotto il cortile della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, in buono stato grazie al lavoro dei lavoratori della Biblioteca che lo hanno ripulito. Se non ci si impegna a farlo conoscere alle future generazioni, vi è la possibilità di perdere pezzi importantissimi della memoria storica della nostra città».

Quello del Vittorio Emanuele è solo uno dei numerosi rifugi (anche di fortuna) costruiti durante il periodo bellico, a cavallo tra gli anni ’30 e ’40, e che ancora si estendono al di sotto del piano strada cittadino, seppure momentaneamente inaccessibili. E l’apertura di questo nuovo sito va ad aggiungersi a quello sito sotto piazza Pretoria – recentemente reso fruibile grazie al lavoro di ricerca e riqualificazione dell’associazione Ro ‘n Ro Cult con grande e partecipazione di pubblico – al quale si accede da Palazzo delle Aquile e visitabile fino al 4 novembre in occasione del festival Le vie dei Tesori.

I sopralluoghi sono stati effettuati alla presenza dell’assessore regionale ai BBCC Sebastiano Tusa, del direttore della Biblioteca centrale della Regione siciliana, Carlo Pastena e del direttore del Centro regionale per il restauro, Stefano Biondo.

«Il già prestigioso e splendido edificio che ospita la Biblioteca regionale Alberto Bombace di Palermo – ha commentato l’assessore Tusa – si arricchirà presto di un ulteriore elemento di attrazione di grande interesse storico per la città. E’ nostra intenzione aprire al pubblico questa interessante struttura di grande valore storico architettonico e di grande interesse culturale per la memoria della città, che ha vissuto in maniera drammatica il conflitto mondiale. Ho dato incarico all’architetto Stefano Biondo – ha poi concluso – per la redazione di una perizia e di un progetto per il completo recupero del rifugio antiaereo, affinché in tempi brevi possa essere reso fruibile ai visitatori». (Carmela Corso)

Lascia un commento