Scatti rubati della città

un particolare della copertina del libro

“Prendendo in prestito il titolo di un romanzo di Nori del 1999 si può affermare che a Palermo le cose non sono le cose” si legge nella terza di copertina di un libro di fotografie sulla città edito da Spazio Cultura edizioni. Gloria Minafra e Margot Pucci hanno immortalato cupole, edicole votive, luoghi e mestieri. Le cose sono molto più di semplici cose, converrebbe Leonardo Sciascia, il quale sapeva che, in Sicilia, non si puà vivere senza immaginazione e Palermo, della Sicilia, oltre che la capitale resta l’ unica sintesi possibile. Ma la cifra del volume è una discreta inclinazione al furto di immagini, sono gli scatti regalati a chi, distratto, non si accorge della città mentre la vive. “Echi, riflessi che si prolungano all’ infinito; ho scoperto la dolcezza di avere un lungo passato dentro di me” diceva Simone de Beauvoir senza sapere quanto lungo sia non tanto il passato di una città antichissima quanto la sua possibile dilatazione immaginaria. (Sergio Scialabba)

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