Saranno conservati gli olii benedetti lo scorso anno

Corrado Lorefice

Sarà una Pasqua diversa, ma non per questo perderà il suo significato.

In tema di celebrazioni e riti della Settimana Santa, l’arcivescovo Corrado Lorefice ha dato alcune disposizioni per tutta l’arcidiocesi, attenendosi al rispetto delle misure sanitarie, a partire dalla distanza fisica.

La domenica delle Palme può essere celebrata solo nelle chiese parrocchiali. L’ingresso del Signore a Gerusalemme viene commemorato in forma semplice (terza forma del Messale Romano). La messa crismale, su indicazione della Conferenza Episcopale Italiana, è trasferita ad altra data che la stessa Cei indicherà successivamente, quando si potrà consentire la piena partecipazione di clero e fedeli laici. 

L’arcivescovo chiede ai parroci di tenere ancora conservati (per eventuali emergenze) gli olii benedetti lo scorso anno, benché, come ricordano gli orientamenti della Cei, «in caso di vera necessità, ogni presbitero può benedire l’olio per l’Unzione degli infermi (cfr. Sacramento dell’unzione e cura pastorale degli infermi, Introduzione, nn. 21 e 77bis)».

Il Giovedì Santo, nella Messa in Coena Domini si omette il rito della lavanda dei piedi (dove si era soliti farlo). Al termine della celebrazione, tralasciata la processione, il Santissimo Sacramento viene semplicemente riposto nel Tabernacolo. In via straordinaria viene concessa a tutti i presbiteri la facoltà di celebrare senza concorso di popolo, in luogo adatto. Il Venerdì Santo l’atto di adorazione della Croce mediante il bacio è limitato al solo celebrante. (Redazione)

 

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