Salvatore Savasta in libreria con Il mostro sotto il letto

Salvatore Savasta

Una lunga lettera alla moglie Alessia, alla quale conferma un amore totale nonostante le innumerevoli differenze caratteriali, trattate con ironia.

Alessia che è maniaca delle pulizie, che diventa amica di ogni persona con cui ha parlato per un solo minuto.

Alessia, una ragazza bellissima che inspiegabilmente –  per lui –  si innamora di Salvatore, un coetaneo magrissimo che viene dallo Zen (Zona Espansione Nord) di Palermo, terzo di  4 figli, abituato a sentirsi trattato come un abusivo non solo di un quartiere ma forse, della vita.

Alessia, mamma di Zaira, 8 anni, figlia desiderata che da subito rivela uno stato di salute di forte vulnerabilità, con una crescita complicata per cui non esistono nomi fino al 2022, quando le viene diagnosticata la Sindrome di Helsmoortel-Van der Aa  o Adnp, una malattia rarissima di cui soffrono 400 persone al mondo, praticamente tutti bambini e adolescenti.

Una ventina i casi in Italia. Diagnosticata per la prima volta nel 2014, è priva di prassi terapeutiche, cure, letteratura. E’ Il mostro sotto il letto (Giraldi Editore), di Salvatore Savasta.

Poco più di 120 pagine in cui Savasta, con l’escamotage della lettera, scava dentro il rapporto per ricordare come, nonostante il sogno della genitorialità abbia preso la forma delle paure infantili, si possa rimanere una coppia.

Ma per darsi forza, torna all’inizio di quell’amore, nato nei quartieri popolari di Palermo di cui sente la nostalgia, perché a mancare sono i rumori, la difficoltà di parcheggio, la famiglia, gli amici, la certezza di non essere mai soli.

Salvatore e Alessia, che per curare Zaira all’IRCCS Materno Infantile Burlo Garofalo di Trieste, si trasferiscono in Friuli, a Pordenone e a poco a poco si ritirano dalla ‘società’, non per vergogna, ma per stanchezza, esasperazione, solitudine. Per non sentirsi dire ‘ma in fondo poteva andarvi peggio’.

Ecco allora che la coppia ‘imperfetta’ diventa ‘luogo’ di sostegno, di riconoscimento, di difesa. Perché alla fine, nonostante tutto, quando il mostro si rivela, quando impari a conoscerlo, a dargli un nome, puoi scoprire che quella che stai vivendo è l’unica vita che oggi vorresti. (Redazione)

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