Salva l’obiezione di coscienza, ma serve promuovere la vita

Immagine di Juan Encalada per Unsplash

“Positivo quanto chiarito dalla Corte Costituzionale con la sentenza 42/2026, sul ricorso del Consiglio dei Ministri avverso la legge regionale siciliana 23/2025, che prevedeva concorsi riservati al solo personale non obiettore di coscienza per l’assunzione presso i reparti ospedalieri che praticano l’aborto.

I giudici, con un’interpretazione restrittiva della norma impugnata, hanno ribadito la centralità del diritto costituzionale all’obiezione di coscienza all’interno dell’ordinamento statale, riconoscendo l’illegittimità di norme che dovessero comprimerlo prevedendo, come nel caso in esame, selezioni concorsuali riservate.

Accogliendo con favore la decisione, cogliamo l’occasione ancora una volta, come già fatto più volte nell’ultimo anno durante l’iter di approvazione della suddetta legge, per richiamare l’attenzione del legislatore regionale sull’urgenza di interventi concreti che favoriscono e sostengano la natalità rimuovendo gli ostacoli economici e sociali che possono indurre all’aborto e fornendo a ogni donna supporto, ascolto e informazione su tutti gli strumenti a disposizione per potere portare a termine la gravidanza“.

Lo dichiarano i responsabili regionali delle associazioni Alleanza Cattolica, Centro Studi Rosario Livatino, Ditelo Sui Tetti – Pubblica Agenda Sussidiaria e Condivisa, FederVita Sicilia, Fondazione Siloe, Forum delle Associazioni Familiari della Sicilia, Istituto Per la Famiglia Outside – Odv, Milizia dell’Immacolata di Sicilia, Società Domani, Unione Giuristi Cattolici Italiani. (Redazione)

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