Romano Prodi, d’accordo con Renzi, dice pure:”C’è il Cipe”

Romano Prodi tra i più accreditati successori di Sergio Mattarella al Quirinale

Ho qui davanti i documenti del governo, e mi spiace dire che non vedo ancora questa capacità. Scorro tabelle con indicazioni generali, e riforme descritte in modo altrettanto generale“.

Lo ha dichiarato al Corriere della Sera il professor Romano Prodi, ex premier ed ex presidente della Commissione Europea, fondatore dell’Ulivo e tra i nomi che girano per l’elezione del Presidente della Repubblica del 2022, in risposta alla domanda se il governo sembri in grado di preparare in tempo i  progetti che legittimano i 209 miliardi di euro del Recovery Fund.

Se sia convinto dell’idea iniziale di Giuseppe Conte di fare gestire i fondi a una struttura parallela a ministeri, burocrazia e Parlamento, Prodi ha risposto:

Proprio no. Sono convinto che la responsabilità politica sia del premier e dei due ministri dell’Economia. Il coordinamento delle decisioni deve fare capo a una struttura finalizzata allo scopo.

Noi ne abbiamo una, il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che esiste ancora anche se depotenziato. Va rafforzato, anche inserendo consulenti esterni. Ma dico ‘consulenti’ non a caso. Dev’essere lo Stato a tenere in mano le fila“.

Prodi, insomma, si è detto d’accordo con Matteo Renzi, Teresa Bellanova e gli altri di Italia Viva. (Redazione)

 

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