Ritorno agli anni Ottanta

una mostra dedicata a Keith Harig diventa pretesto per ripensare un’ epoca

(Carmela Corso) Palermo Capitale Italiana della Cultura rende omaggio, nel 60esimo anniversario dalla scomparsa, a Keith Haring, uno dei più significativi protagonisti della scena artistica contemporanea, artista simbolo della street culture anni ’80.

Dal 29 giugno al 16 settembre 2018, per la prima volta in Sicilia e nella splendida cornice di Villa Zito  Party of life”, organizzata da Fondazione Sicilia, Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, Regione Sicilia, Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Palermo Capitale Italiana della Cultura, Liceo F. Arcangeli – Ufficio Scolastico Regionale E.R. e ABABO  curata da Diana Di Nuzzo, interamente dedicata al genio della street art, con diverse opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private.  Un precorso espositivo che riassume la storia degli anni Ottanta, una decade assai controversa, fatti di luci e ombre, e racconta la vicenda di Haring, astro della cultura di strada, il suo messaggio sociale e la potenza innovatrice della sua opera.

Un ragazzo semplice Keith, simpatico, con gli occhiali tondi e i capelli ricci, pieno di energia ed entusiasmo,  capace di dar vita, con la sua sola fantasia, ad un mondo immerso nei luoghi meno fantasiosi del quotidiano: le stazioni della metropolitana e i muri delle periferie della Grande Mela.

Nato a Reading, in Pennsylvania, nel 1958  si trasferisce, appena diciannovenne a New York per studiare alla School of Visual Arts. Inizia a dimostrare un particolare interesse per graffiti e murales e si fa conoscere grazie ai disegni realizzati nella metropolitana di New York. Le foto dei suoi lavori iniziarono a circolare e il suo stile, fatto di personaggi dalle forme essenziali con spessi contorni neri e colori molto vividi, diventa subito riconoscibile. A partire dai primi anni Ottanta, esibisce i suoi lavori al Club 57, un nightclub dell’East Village, ritrovo per artisti e musicisti. L’opera di Haring ottiene ben presto un grande successo di pubblico affascinato da quella che ha i contorni di una vera e propria  fuga dalla realtà. La personale di New York del 1982 gli fa ottenere un grande successo che ben presto si diffonde anche in Europa, con la realizzazione a Pisa nel 1989 dell’opera Tuttomondo sulla parete esterna del Convento di Sant’Antonio. L’artista dipingerà per tutta il corso della sua vita fino a quando, dopo avere contratto l’A.I.D.S., muore il 16 febbraio 1990.

Proposta in un’ottica di ampliamento degli orizzonti a forme d’interazione tra generi – arte visiva, digitale e urbana – la mostra vuole indagare l’opera artistica di Keith Haring, un vasto corpus di immagini attraverso le quali, grazie anche ad un linguaggio visivo inedito, trasversale, prettamente iconico, semplice ma di grande impatto, è riuscito pioneristicamente a comunicare la propria visione del mondo, mettendo la propria creatività al servizio del sociale, dando voce ad un messaggio positivo di amore universale, viaggiando e  realizzando lavori di enorme impatto e di risonanza internazionale.

Ad arricchire il progetto vi sarà la collaborazione con le associazioni non profit 4Children e NPS Italia onlus, nel rispetto dell’impegno di Keith Haring per il mondo dell’infanzia e della malattia, e l’attenzione verso tutte le tematiche sociali, incarnate oggi dalla Fondazione istituita a suo nome.

La mostra sarà fruibile dal 29 giugno al 16 settembre dal martedì alla domenica, dalle ore 9.30 alle 19.30. Maggiori informazioni sono disponibili allo 091/7782180 |  3756213825 | 3371655482 o agli indirizzi info@contemporaryconcept.net | info@villazito.it

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