Ripensare la Fiera

C’era un volta la Fiera del Mediterraneo, difficile oggi ricostruirla

di Carmela Corso

 

Recuperare spazi abbandonati o inutilizzati e trasformarli in luoghi di aggregazione a beneficio della comunità. È questo il progetto messo in tavola da numerose associazioni, scuole e realtà attive nel quartiere Montepellegrino di Palermo – Addiopizzo, Le Onde, TMOTeatro Mediterraneo Occupato, Cesie, Lisca Bianca, Banca Etica, Istituto Comprensivo “Guglielmo Marconi”, ITC “Duca degli AbruzziLibero Grassi”, Liceo Linguistico “Ninni Cassarà”, IPSSAR “Paolo Borsellino” e il parroco del Don Orione – per il Padiglione Tre della Fiera del Mediterraneo, da anni inagibile, e discusso durante la riunione svoltasi lo scorso 11 giugno con i consiglieri comunali dell’VIII circoscrizione e con l’assessore alle Attività Sociali Giuseppe Mattina.

Il progetto, forte degli ottimi risultati ottenuti in altre aree della città, vorrebbe riqualificare lo spazio e trasformarlo in un polo attività: biblioteca, ludoteca, doposcuola o ristorante, sono solo alcune delle proposte avanzate in un’ottica di una completa e più ambiziosa rivalorizzazione del quartiere, partendo dai bisogni del rione, primo fra tutti l’allarmante dato relativo alla dispersione scolastica, reso ancora più urgente dalla carenza di servizi e strutture idonee in grado di rispondere alle esigenze dei minori e garantire le iniziative culturali fruibili anche dalla popolazione giovanile. «Da qui la necessità di un incontro a più voci – afferma Nicola Teresi, presidente di Emmaus Palermo, il  mercato solidale dell’usato allestito all’interno su concessione provvisoria del Comune – durante ascoltare le principali necessità dai protagonisti del territorio per individuare spazi e strumenti di socialità da valorizzare come Beni Comuni».

Concepire lo spazio tenendo conto del bene comune, dei benefici in grado di apportare benefici e incidere positivamente sulla vita non solo dei residenti ma della comunità tutta, attraverso un intervento permanente di rilancio sociale e sviluppo urbano. « Una Palermo Capitale della Cultura e Città Educativa –  continua Teresi – ha bisogno dei processi partecipativi dei suoi abitanti per creare sinergie e pianificare cambiamento. Insieme possiamo fare tanto e bene. Il Padiglione 3   può essere trasformato  in biblioteca, video e mediateca, ciclofficina, palestra, cucina sociale… un bene comune che il nascente comitato territoriale potrebbe gestire a beneficio della cittadinanza partendo dai minori, intraprendendo un dialogo costante con l’amministrazione comunale».

Una proposta valutata positivamente dall’assessore Mattina che, chiamato ad intervenire ha dichiarato: «L’amministrazione sostiene la presenza tanto di Emmaus quanto di altre realtà all’interno della Fiera del Mediterraneo come il TMO o i cantieri di Lisca Bianca per il loro incremento dell’attività produttiva del sito attraverso attività svolte per fini sociali. Si è già ragionato con il vicesindaco Sergio Marino sulla possibile nascita del Mercato Contadino in uno dei piani del Padiglione 3 in modo tale da unire valenza sociale e produttiva dello spazio – continua – Ed è  importante la presenza attiva di un comitato territoriale anche al fine della gestione di Beni Comuni».

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