Rifiuti rifiutati? A piangere sono i cittadini

rifiuti in centro

(Sergio Scialabba) L’immondizia di Palermo è stata rispedita al mittente. I gestori delle discariche della Sicilia orientale hanno rifiutato i rifiuti della capitale per un quantitativo di umido eccessivo. Essi sono o sarebbero, chi lo sa, irricevibili o non  conformi, come si dice. Oppure li hanno “tornati indietro”, come direbbe qualcuno che parla male ma capisce bene, perchè il rifiuto è, nel nome, qualcosa che non si vuole prendere nessuno. Una cosa da lasciare perdere, una patata bollente.

Una bella gatta da pelare, comunque. Chiamiamola come vogliamo, ma, certo, una grave situazione. Che ha provocato la reazione del sindaco Leoluca Orlando. Questi, nei giorni scorsi, era stato ascoltato dalla commissione regionale antimafia e, in quella sede, aveva  indicato responsabilità intorno a un “sistema regionale che si è costruito attorno al ruolo dei privati”.

Il Comune ha, pure, reso disponibile online, cosa che succede spesso e, presumibilmente, accadrà sempre più spesso, il documento relativo ai rifiuti di Bellolampo redatto dall’Arpa, Agenzia regionale protezione ambiente, che ha effettuato le analisi sugli stessi. Sarebbe, però, opportuno che, anche su questo, si ponderassero le scelte. Pubblicare un documento ufficiale o un carteggio, va bene. In modo che tutti possano farsi una idea, “opinare”. Ma la trasparenza deve sottostare a regole valide sempre e per tutti, non essere esercitata a corrente alternata, a seconda delle convenienze.

La guerra dei rifiuti è aperta, ma a piangerne le conseguenze sembrano essere, per il momento, i cittadini. È sempre così. Il vaso di coccio tra i vasi di ferro. E non è affatto chiaro se e quando la settima vasca di Bellolampo sarà realizzata, per porre fine a questo sconcertante spettacolo che potremmo chiamare “turismo della monnezza”. Ma il punto è che non sembra intravedersi all’orizzonte una strategia comune, né sul piano politico né tampoco su quello tecnico. Quella che dovrebbe misurarsi coi tempi lunghi della politica e non con quelli corti del personalismo e dell’interesse di bottega.

 

vedi

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