Riapre il faro di Capo Zafferano

una veduta del faro

di Carmela Corso

 

Correva l’anno 1997 quando quando la giunta di Santa Flavia, piccola borgata marinara del Palermitano, approvava il progetto per la realizzazione di un parco di 44 ettari compreso tra Monte Catalfano e Capo Zafferano, finalizzato, secondo quanto riportato sulla carta, al recupero del faro che si affaccia sul pittoresco promontorio a due passi dal capoluogo siciliano, per farne una stazione di osservazione e studio dell’avifauna, della fauna marina e della flora rupestre endemica. A ventuno anni di distanza da quel progetto mai realizzato, il sito, segnato da un decennale stato di incuria e abbandono, pare adesso destinato a nuova vita.

Dopo la consegna nell’agosto dello scorso anno alla società Top Cucina Eventi S.r.l. – che ne ha ottenuto la gestione per trent’anni, nell’ambito del progetto Valore Paese-Fari, indetto tramite bando pubblico nel 2016 dall’Agenzia del Demanio e da Difesa Servizi spa, società in-house del ministero della Difesa destianto «ad attività turistiche, ricettive, ristorative, iniziative culturali, sociali e di scoperta del territorio» – il faro di Capo Zafferano si trasformerà in un centro multifunzionale, con una bottega del gusto, un ristorante, tre suite e un museo del mare. Una lunga e complessa opera di restauro, finalizzata al recupero e al riuso gli alloggi che un tempo ospitavano i faristi inseguito rimasti inutilizzati a causa dell’automatizzazione delle lanterne, che segue quella recentemente realizzata allo Stand Florio, affidata a Servizi Italia Soc. Coop. Srl, e che sarà completata entro maggio 2019.

A darne notizia, attraverso un post su Instagram, lo chef Natale Giunta, titolare della società vincitrice dell’appalto, che ha confermato la consegna per maggio 2019 del faro.

«Il ringraziamento – ha dichiarato lo chef palermitano – va a chi ha voluto che i fari nascessero di nuovo, non solo qui ma in tutta la Sicilia. il posto sarà alla portata della gente. Saranno realizzate delle camere importanti dove sarà possibile organizzare matrimoni ed eventi, e ci sarà anche un ristorante e una Spa. Un ripristino in modo diverso rispetto a quello che era tanti anni fa il faro»

L’annuncio ha, però, messo in allarme le associazioni ambientaliste attive nel territorio, prima tra tutte Legambiente, sull’impatto ambientale dei lavori di restauro e le difficoltà legate all’accesso. Il faro, infatti, sito all’interno di un’area protetta, che domina un promontorio dividendo i golfi di Palermo e Termini Imerese, è raggiungibile via terra da un angusto e poco agevole sentiero a strapiombo che da sul mare, regolarmente soggetto al pericolo di caduta massi. Ulteriori dubbi sono stati espressi auspicando il mantenimento di una parte di fruibilità pubblica e la realizzazione, così come previsto dal progetto iniziale,  di un museo del mare.

Le prime rassicurazioni arrivano da Stefano Lombardi, Direttore Agenzia Regionale Demanio: «Il Demanio ha puntato sulla qualità. La struttura è di piccole dimensioni quindi l’impatto sarà minimo e sicuramente positivo perché elimineremo un po’ di ruderi e atrraverso l’aggiudicatario verranno realizzati progetti che la commissione ha attentamente esaminato», e dal sindaco di Santa Flavia, Salvatore Sanfilippo che ha chiarito il punto della situazione in tema sicurezza: «Grazie a questo porgetto voluto dal Demanio, finalmente si è riusciti a risolvere questa vicenda. Da sindaco sono contento perché, dopo anni di abbandono, a breve restituiremo questo luogo ai cittadini e ai turisti.   Nessun allarmismo, dobbiamo solo garantire l’accesso in sicurezza. Per questo ci siamo incontrati con le parti e con lo chef Giunta per definire i dettagli e convocare un tavolo tecnico per risolvere definitivamente la situazione. C’è qualche punto da rivedere – ha concluso – che chiariremo con i soggetti coinvolti».

«Stiamo studiando delle alternative al problema della viabilità che va necessariamente riveduta – ha poi aggiunto l’assessore al Turismo, Michelangelo Pedone – Dire che faremo strade è una pazzia, poiché sottoposto a vari vincoli, ma sicuramente troveremo delle soluzioni»

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