Resuttana 30 anni dopo

la piazza Giovanni Paolo II Papa

Sono passati 30 anni da quel 1990 che vide, anche nella capitale della Sicilia, ingenti investimenti per organizzare i mondiali di calcio in Italia. Un momento storico pieno di incertezze, in qualche misura simile a quello attuale. Era da poco caduto il muro di Berlino, di lì a breve un grande cambiamento avrebbe investito la politica, grande assente dell’attuale frangente.

Tutti ricordano gli occhi infuocati di Totò Schillaci. Il calciatore palermitano fu protagonista delle “notti magiche” di Italia ’90. Ma, ancora oggi, quel mondiale vanta il triste primato del più magro di gol della storia.

Alla Favorita, ampliata fino a contenere gli attuali 38mila spettatori, si giocarono, tra il 12 e il 21 giugno, tre partite, altrettanto povere di emozioni. Paesi Bassi, Irlanda ed Egitto regalarono al pubblico tre pareggi, di cui uno a reti bianche e quattro marcature in tutto.

Il quartiere di più recente urbanizzazione della città, Resuttana, fu oggetto di una pesante e discussa opera di riqualificazione: demolizioni, nuovi parcheggi e una strada che, da allora, collega “la Statua” a una piazza nuova di zecca, una rotonda diventata, col passare degli anni, sempre più movimentata.

Al centro fu collocata la scultura di un’artista orientale, che diede a piazza Alcide De Gasperi, poi ribattezzata piazza Giovanni Paolo II, il nome di “piazza del carciofo”. 

Le foto d’epoca segnalano traffico, ma non giunto ai livelli attuali di congestione. In tanti ricordano il silenzio (d’altra parte Resuttana fu, un tempo, scelto dall’aristocrazia come luogo di villeggiatura) soprattutto se confrontato con il rumore assordante di oggi. 

Un’occasione per riflettere, soprattutto in questi giorni di forzata chiusura degli esercizi commerciali e di forti limitazioni alla libertà di azione delle persone. (Sergio Scialabba)

 

vedi

 

Zona stadio voltare pagina

Dentro la città / la VI divisa dallo sviluppo sbagliato

 

 

 

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