Restaurato il mulino Sant’ Antonino

la capitale potrà godere di un’ altra testimonianza del passato

Riaperto al pubblico, dopo un lungo periodo di restauro, lo storico mulino di Sant’Antonino dell’omonima piazza nei pressi della Stazione Centrale di Palermo grazie al lavoro congiunto e al patrocinio di Confcommercio e Assipan – Associazione Panificatori e Affini – di Confcommercio Palermo. Un grande lavoro ha restituito alla cittadinanza un’importante testimonianza del passato della città.

Realizzato tra il XIX e il XX secolo dal Regio Esercito Italiano, all’interno del secentesco Convento di Sant’Antonino da Padova, fu utilizzato per la macina e la produzione di farina destinata inizialmente alle caserme cittadine e, durante il periodo bellico, anche ai civili.

Simbolo della tradizione culinaria isolana e del ciclo del grano, il mulino è al centro del percorso espositivo “Pane al Pane: il ciclo del grano”, realizzato dal Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con la Fondazione Ignazio Buttitta e allestito da Monica Modica, dedicato al pane: non solo la valenza antropologica, ma anche storia ed percorso evolutivo di un alimento simbolo della cultura e della tradizione mediterranea. Lungo le sale del Convento, i macchinari originari dell’epoca accompagnati da pannelli, fotografie e materiale multimediale che racconta il ciclo del grano dalla raccolta alla mietitura, alla lavorazione. Una summa di ricerche condotte da antropologi come Elsa Guggino e Sergio Bonazinga, per promuovere e divulgare la cultura del grano, che oggi rivive di nuova linfa grazie alla riscoperta e alla rivalutazione delle sue varietà più antiche e preziose.

Allestita all’interno della mostra anche #Gustosociliafood, realizzata grazie alla collaborazione del Museo Antonio Pasqualino, Centro Studi Filologici, Molini Riggi, Oleificio Asaro, Pandittaino Sicilformaggi, Saporapp, Tasca D’Almerita, un tributo alla cultura millenaria del grano, metafora della continuità della vita, comune denominatore  del paesaggio e della cultura del  territorio, un importante filo conduttore della nostra identità e delle nostre radici etnoantropologiche .

La mostra sarà fruibile ad ingresso libero, previa prenotazione da effettuarsi tramite il sito della Fondazione Buttitta, fino al 28 maggio e, successivamente, nell’ambito di Manifesta 12. (Carmela Corso)

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