Quella volta del generale in città (di Sergio Scialabba)

Palermo vista da Bellolampo

di Sergio Scialabba

Roberto Jucci, 98 anni, nativo di Cassino, nel Frusinate, è stato intervistato da Repubblica, quotidiano del gruppo Gedi, a proposito del caso Moro, una delle vicende più complesse e drammatiche della storia repubblicana che segnò veramente un passaggio epocale per l’Italia.

Nel corso del colloquio, Jucci ha fatto riferimento ad aspetti connessi all’affaire Moro, sia di politica interna che estera. Ma molti ricordano anche l’ex comandante generale dell’Arma dei Carabinieri a Palermo, essendo stato in Sicilia – tra il 2000 e il 2001 – per affrontare il più antico, complesso ed odioso problema che attanaglia l’isola.

La giunta regionale siciliana lo nominò infatti Commissario Straordinario per l’Emergenza Idrica e Jucci (ri)cominciò dall’abc, mettendo in luce questioni di ogni sorta, la cui radice però era e resta immancabilmente politica.

Fu nell’aprile del 2001 che un giudice della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo ordinò che fossero versati nelle casse dell’Amap 15 miliardi di lire. L’Ente Acquedotti Siciliani aveva regolarmente venduto al Comune di Palermo il celebre palazzo di via Impallomeni, civico 20, quello che sorge al lato del Palazzo di Giustizia della capitale dell’isola.

Quanto pattuito fu, però, trasferito interamente nelle casse dell’ente acquedotto di Palermo per effetto di un pignoramento. I crediti vantati nei confronti dell’Eas da parte dell’Amap arrivarono all’epoca a toccare 70 miliardi di lire. La vicenda fu seguita dai legali dell’azienda di via Volturno Nino Frenda e Peppino Ragonese.

Sullo sfondo la guerra dell’acqua tra gli enti a vario titolo preposti alla gestione, distribuzione ed approvvigionamento del prezioso liquido. Una aspra contesa a colpi di carta bollata che giunse a toccare la celebre Cassa del Mezzogiorno. Soppressa agli inizi degli anni 90 del secolo scorso ma fondata da Alcide De Gasperi. Con ambizioni e visione poi tradottesi in fatti concreti in poche occasioni.

vedi

Quei fanghi dell’Amap