Quando l’Amex era a Parigi

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Negli anni Cinquanta del secolo scorso, quando l’Europa stava riprendendosi dal trauma morale e materiale della seconda guerra mondiale, la gente ricominciò a viaggiare, incoraggiata dalla congiuntura economica e, spesso, da un cambio favorevole.

L’ufficio di Parigi della American Express divenne un punto di riferimento fisico di importanza pari a istituzioni pubbliche, musei e monumenti, una sorta di casa lontano da casa per il viaggiatore, che non è esattamente il turista, ma qualcosa di più.

E, infatti, quel posto fu allora fissato nella leggenda, attraverso le pagine del Tropico del Cancro, uno dei romanzi più celebri di Henry Miller, il cui scandalo era fonte ineguagliabile di pubblicità.

Si fermavano in Rue Scribe 11, poco distante dall’Opera, immortalati dalla penna irriverente e scandalosa del grande scrittore. Fino a 12mila turisti o viaggiatori che fossero – ogni giorno – prendevano la posta e ottenevano info, facevano prenotazioni per treni o tour.

Un’atmosfera inconfondibile di Europa ma non solo, durata per decenni – a cambiare dollari o lire si andava li e solo li – fino a quando, pochi anni fa, l’ufficio ha chiuso, in vista della rivoluzione tecnologica che manda tutto online. E che, si ritiene, necessita oggi di qualche revisione. (Redazione)

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